Svista con la privacy per un albergo di San Felice Circeo, che a causa di alcuni problemi rilevati dalla guardia di finanza dovrà pagare diecimila euro di sanzione amministrativa. È quanto stabilito dal Garante per la protezione dei dati personali, che non ha ritenuto soddisfacente quanto riportato negli scritti difensivi.
I controlli eseguiti dalle Fiamme Gialle risalgono a giugno 2015. Gli agenti del Nucleo speciale privacy hanno accertato in quell'occasione che la società non aveva provveduto, ai sensi di quanto stabilito dal Codice in materia di protezione dei dati personali, «alla nomina degli incaricati del trattamento dei dati personali nei confronti dei propri dipendenti che trattano dati personali all'atto della loro effettiva operatività». Gli addetti dalla reception, in pratica. La società, infatti, «non è stata in grado di fornire la prova dell'avvenuta nomina per iscritto degli incaricati in data antecedente all'attività ispettiva». Una violazione amministrativa in base al Codice della privacy.
Dopo la contestazione, la società ha inviato degli scritti difensivi sostenendo che vi fossero dei dipendenti espressamente designati, ma che gli atti non potevano essere prodotti al momento dei controlli in quanto in quell'occasione e nei quindici giorni successivi la responsabile della tenuta di tali documenti non era in sede. Il legale rappresentante ha poi trasmesso degli atti di designazione collettiva e altra documentazione. A ottobre 2017 l'udienza, a seguito della quale, però, il Garante non ha ritenuto superati i rilievi mossi. «Le argomentazioni addotte - si legge nell'ordinanza-ingiunzione - non permettono di escludere la responsabilità (della società) in relazione alla contestazione in argomento». La stessa, infatti, avrebbe fornito «elementi palesemente contraddittori e tali da non poter dimostrare l'effettivo puntuale assolvimento degli obblighi previsti» da legge: multa da diecimila euro.