Ricostruire la rete di contatti e poi cercare di capire se il filo investigativo che ha portato da Berlino a Latina sia sottile oppure doppio. Le indagini degli investigatori della Digos di Latina e di Roma proseguono nelle pieghe dell'operazione Mosaico e nei giorni scorsi i detective hanno ascoltato uno degli indagati a piede libero accusato di istigazione al terrorismo. L'audizione su cui viene mantenuto uno strettissimo riserbo è stata molto lunga e l'uomo che è stato denunciato a piede libero dopo una perquisizione nella sua abitazione nel quartiere Nicolosi ha cercato di negare le accuse di fronte alla rete di contatti che gli investigatori hanno contestato. La polizia ha ascoltato un cittadino tunisino a cui era stato sequestrato un apparato informatico e poi un telefonino e che ha risposto a diverse domande, a partire dal tipo di rapporto e di conoscenza che aveva con gli altri nove indagati, tutti residenti in provincia di Latina che sono finiti nell'inchiesta. Il cittadino straniero ha tentato di offrire una valida giustificazione alle contestazioni