Entrambi convalidati, gli arresti dei due incensurati effettuati venerdì a Fondi dai carabinieri al culmine di un'operazione antidroga che ha portato al sequestro di quasi 18 chili di droga. Decisioni diverse, per i due: mentre il 31enne fondano resta in carcere, il 25enne di Formia è stato posto ai domiciliari. Sono comparsi ieri mattina davanti al gip Pierpaolo Bortone, il primo assistito dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Atena Atena Agresti, l'altro da Mattia Aprea.

Il 31enne, nella cui abitazione è stato rinvenuto lo stupefacente sequestrato dall'Arma, cocaina, hashish e marijuana, ha fatto scena muta. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Mastrobattista, che insieme alla collega aveva chiesto una misura meno afflittiva rispetto al carcere, preannuncia ricorso al Tribunale del Riesame. Davanti cui, ha annunciato, sosterrà la tesi del "consumo personale di gruppo".
Scarcerato e posto ai domiciliari, invece, il giovane di Formia. In sede d'interrogatorio ha contestato sia la dinamica dei fatti che le accuse. Innanzitutto ha sostenuto che la marijuana sequestratagli, e che ha dato il "la" al maxi-sequestro, fosse per uso personale. Altra sottolineatura del giovane, quella sull'aggressione denunciata dal maresciallo dei carabinieri che lo ha arrestato, finito in ospedale con 21 giorni di prognosi: a suo dire il militare si sarebbe fatto male da solo, cadendo nella concitazione del rocambolesco fermo. «Del resto il referto non parla di un trauma commotivo ma distorsivo, compatibile con la versione che abbiamo sostenuto davanti al gip», ha detto il legale, anche lui a preannunciare ricorso.