E'semplicemente imbarazzante constatare, ancora una volta, che l'asticella del politicamente corretto, o forse della codardia, ha superato il livello di guardia, fino a sconfinare nel peccato, vai a capire se mortale oppure originale, di una silenziosa e schifosa indifferenza che sa un tantino di complice assuefazione al peggio. Se non fossero state sciolte le Camere, Pasquale Maietta sarebbe ancora oggi un parlamentare della Repubblica, un esponente di Fratelli d'Italia, cioè di quel centrodestra che vanta e reclama un ruolo di governo del Paese. E' stato fino all'altro ieri Presidente della società di calcio del capoluogo, e prima ancora un assessore comunale. Abbiamo imparato a conoscerlo come uomo pubblico, rappresentante delle istituzioni, della città e della nazione.
Come tale, meriterebbe anche lui una presa di distanze dal partito che lo aveva perfino nominato tesoriere; dalla coalizione che comunque, anche se oggi soltanto nell'immaginario collettivo, continua a rappresentare; dall'opposizione a tutti i livelli, che lo ha osteggiato e criticato anche prima dell'arrivo delle manette; dalla comunità cittadina che lui ha saputo interpretare negli aspetti peggiori, sporcando anche la parte che dovrebbe restare sempre pulita per definizione, il mondo dello sport. Almeno quello locale.
Tutto questo silenzio ha qualcosa di grottesco, ha il sapore di una lavatrice che invece di riciclare denaro ricicla le coscienze, attribuendo a Pasquale Maietta una patente di criminale che consente la presa di distanze e l'indifferenza nei confronti di un personaggio che fino a ieri ha raccolto un vile ossequio e un falso rispetto che non sono affatto diversi dalla vergognosa sufficienza e alterigia di adesso.
I suoi colleghi parlamentari, i suoi colleghi consiglieri comunali, i suoi sostenitori quando era il re del Francioni, i suoi ossequiosi e timidi concittadini, tutti quelli che lo hanno sostenuto fino a farne il più votato del Consiglio comunale di Latina, non dovrebbero fingere di non aver visto né sentito quel fastidioso elicottero che ancora una volta ieri mattina è venuto a ricordarci chi siamo davvero noi di questa città.
E non dovrebbero emettere sentenze prima del processo: Pasquale Maietta non è ancora il criminale da evitare.
La fretta di condannarlo è sospetta. Una comoda via d'uscita per dribblare il giudizio civile e politico e astenersi.
Pasquale Maietta è un nostro ex parlamentare, ex Presidente del Latina Calcio, ex Consigliere ed ex assessore comunale. C'è un cuor di leone in giro, nei ranghi della politica o in Piazza del Popolo, o in qualsiasi altro angolo di questa città e di questa provincia, pronto a regalarci un po' di speranza e di fiducia con una parola, una considerazione, un giudizio politico o istituzionale?
Siamo davvero così malridotti e sfatti da non poter esprimere una cosa qualsiasi che abbia il sapore dell'etica e che ci faccia intuire che esiste ancora una strada maestra da seguire, non importa quanto ideale piuttosto che reale?
Che tristezza!