E' stato rinviato a giudizio come ha deciso il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Mara Mattioli ed è stata accolta la richiesta della pubblica accusa. Per lui il processo inizierà il 16 luglio davanti al giudice monocratico Silvia Artuso.
La sua posizione era stata stralciata rispetto a quella degli altri indagati per l'inchiesta sulla neonata venduta. Gli accertamenti della Squadra Mobile e del pm Gregorio Capasso che aveva coordinato l'inchiesta avevano portato alla scoperta di una vera e propria rete che era stata scoperta dai detective. Da una donna di Latina che voleva ad un ogni costo un figlio e per simulare la gravidanza e che aveva acquistato una pancia finta, alla madre naturale fino al ruolo ritenuto chiave: quello del mediatore. Inoltre il suo ruolo era ritenuto importante dagli investigatori al punto che sarebbe stato l'intermediario. Il cittadino straniero Yousseff Berrazzouk, difeso dall'avvocato Francesco Vasaturo ed Emanuele Farelli era stato sottoposto anche lui ad una misura restrittiva ma era stato poi rimesso in completa libertà dai giudici del Tribunale del Riesame di Roma che avevano accolto l'istanza presentata dalla difesa. Adesso in accoglimento della richiesta del pm Daria Monsurrò che l'altro giorno ha puntato sul rinvio a giudizio il processo tra tre mesi.