L'appalto per i lavori aggiuntivi di completamento del cimitero comunale di Nettuno - settimo lotto funzionale -, con annessa progettazione definitiva ed esecutiva, resteranno nelle mani della ditta aggiudicataria.

È questo quanto deciso dal dirigente dell'area Tecnica del Comune del litorale, che ha comunicato la conclusione del procedimento avviato lo scorso 15 marzo - con l'inizio delle procedure per l'annullamento in autotutela dell'affidamento -, "rilevando la non procedibilità della revoca degli atti" e di conseguenza confermando l'efficacia dell'affidamento dell'appalto alla ditta, per un corrispettivo di 765.624,19 euro.

Il procedimento era stato avviato dopo la sentenza con cui il Tar del Lazio aveva dichiarato l'illegittima aggiudicazione dell'appalto originario per i lavori al cimitero, pur non prevedendo un annullamento della gara e accordando "solo" un risarcimento per la ditta ricorrente.

Le controdeduzioni fornite dalla ditta e il parere di un avvocato interpellato dall'ente, hanno fatto cambiare idea al Comune. Il legale, in particolare, ha evidenziato come la sentenza avrebbe «escluso la caducazione, conseguente a un eventuale annullamento, della gara d'appalto che vide vincitrice la ditta. A maggior ragione - si legge nel parere -, non vi è motivo per il quale debba ritenersi vulnerato il successivo contratto di appalto». In più, secondo l'avvocato, ci sarebbe stato un pericolo, in termini di obblighi risarcitori da mancato guadagno, qualora si fosse andati avanti con la revoca in autotutela dell'affidamento dell'appalto.

Svolta, nelle scorse ore, per quanto riguarda il caso riguardante l'appalto per il completamento del cimitero comunale di Nettuno (settimo lotto). Il dirigente dell'Area tecnica ha infatti revocato in autotutela di tutti gli atti riguardanti la recente modifica contrattuale intercorsa fra il Comune e la ditta affidataria dei lavori per l'appalto in questione, con tutti i documenti a essa collegati.

L'avvio del procedimento di annullamento, in particolare, è stato deciso dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha ritenuto illegittimo l'affidamento dell'appalto alla Srl in questione avvenuto nel 2012, in quanto le venne riconosciuto un punteggio di 0,83 punti a fronte di una proposta di riduzione dei tempi di conclusione dei lavori poi non rinvenuta nei verbali di gara.

Secondo il dirigente, infatti, «il pronunciato del Tar si riverbera, sebbene non intaccato dalla sentenza, sul contratto stipulato inter partes, tanto da doverlo ritenere affetto da patologie perché stipulato in conseguenza di atti attinti da illegittimità dichiarata, tale che non può ritenersi in corso di validità, ma semmai di semplice efficacia». In altre parole, essendoci un «vizio» a monte dell'aggiudicazione dell'appalto, secondo il dirigente comunale sussistono le condizioni per agire in autotutela e, dunque, sono stati annullati la nota del 22 agosto 2017 con cui si ipotizzava la modifica delle condizioni dell'appalto, il contratto del 20 dicembre scorso con cui il Comune ha conferito alla ditta i lavori aggiuntivi di completamento del cimitero comunale (7° lotto) e la progettazione definitiva ed esecutiva, la determina del 18 gennaio scorso con cui venivano impegnati 765.624,19 euro in favore della ditta e, infine, l'affidamento stesso dell'appalto.

La ditta ha comunque ottenuto qualche giorno di tempo per presentare delle controdeduzioni.