Il caso
08.05.2018 - 10:00
Il cimitero di Nettuno
L'appalto per i lavori aggiuntivi di completamento del cimitero comunale di Nettuno - settimo lotto funzionale -, con annessa progettazione definitiva ed esecutiva, resteranno nelle mani della ditta aggiudicataria.
È questo quanto deciso dal dirigente dell'area Tecnica del Comune del litorale, che ha comunicato la conclusione del procedimento avviato lo scorso 15 marzo - con l'inizio delle procedure per l'annullamento in autotutela dell'affidamento -, "rilevando la non procedibilità della revoca degli atti" e di conseguenza confermando l'efficacia dell'affidamento dell'appalto alla ditta, per un corrispettivo di 765.624,19 euro.
Il procedimento era stato avviato dopo la sentenza con cui il Tar del Lazio aveva dichiarato l'illegittima aggiudicazione dell'appalto originario per i lavori al cimitero, pur non prevedendo un annullamento della gara e accordando "solo" un risarcimento per la ditta ricorrente.
Le controdeduzioni fornite dalla ditta e il parere di un avvocato interpellato dall'ente, hanno fatto cambiare idea al Comune. Il legale, in particolare, ha evidenziato come la sentenza avrebbe «escluso la caducazione, conseguente a un eventuale annullamento, della gara d'appalto che vide vincitrice la ditta. A maggior ragione - si legge nel parere -, non vi è motivo per il quale debba ritenersi vulnerato il successivo contratto di appalto». In più, secondo l'avvocato, ci sarebbe stato un pericolo, in termini di obblighi risarcitori da mancato guadagno, qualora si fosse andati avanti con la revoca in autotutela dell'affidamento dell'appalto.
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