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Il caso

Il sindaco dice stop agli scooter modificati con una direttiva

Di Raimo ha scritto alla polizia locale: vanno intensificati i controlli sui ciclomotori, ma anche sull'utilizzo dei caschi. Ecco i dettagli del provvedimento

Il sindaco dice stop agli scooter modificati con una direttiva

Dopo aver posto l'attenzione sulla situazione delle occupazioni di suolo pubblico, l'amministrazione comunale di Sezze si concentra su motorini e scooter, tramite una nuova direttiva emessa dal sindaco, tramite il settore Servizi Amministrativi, e indirizzata nuovamente alla Polizia Locale. Lo strumento utilizzato, come detto, è quello della direttiva, procedura contemplata tra le funzioni dei primi cittadini ma che finora a Sezze non era mai stata utilizzata, con i vari sindaci a dettare le linee politiche ed organizzative tramite le ordinanze, le deliberazioni della giunta comunale, gli avvisi o le determinazioni del consiglio comunale o degli stessi uffici. Nella nota, redatta dal settore sotto indicazione diretta del primo cittadino, si parte dal presupposto che l'amministrazione comunale intende svolgere un controllo costante sulla sicurezza stradale e sul rispetto della quiete pubblica e che, come conseguenza, la Polizia Locale è l'ufficio preposto a tali controlli. La direttiva firmata da Sergio Di Raimo prosegue con le richieste esplicite al corpo di Polizia Municipale di Sezze, affinché intensifichi i controlli sui ciclomotori con marmitta irregolare e, soprattutto, intensifichi i controlli sull'utilizzo dei caschi da parte dei motociclisti. Sarà compito della stessa Polizia Locale relazionare a fine maggio 2018 e fine giugno 2018 sul numero di controlli effettuati e sul numero delle eventuali sanzioni elevate. La direttiva del primo cittadino è stata inviata al Comandante della Polizia locale, al segretario generale e pubblicata sull'Albo Pretorio del Comune. Nelle scorse settimane, soprattutto tramite i social network, diversi cittadini setini avevano segnalato come alcuni mezzi, chiaramente modificati, disturbavano la quiete pubblica soprattutto nel corso delle ore notturne. Quella di modificare i ciclomotori, soprattutto nei piccoli paesi, è stata una pratica ricorrente intorno agli anni '80 e '90. Ma all'epoca si prendeva il classico "cinquantino" (i motorini della Piaggio, più tardi i primi scooter) e si modificavano di cilindrata (passando dal 50 della casa madre al 61 o al 65) o di marmitte, con le Polini e le Leovinci a farla da padrone incontrastate, per dare più spinta a mezzi che difficilmente raggiungevano i 50 km/h. In quegli anni, inoltre, nonostante la legge esentava gli over 18, c'era decisamente più attenzione sull'utilizzo del casco, con molti mezzi sequestrati e tenuti 30 giorni nelle rimesse di Roccagorga e Borgo San Michele. Oggi, come sembra, quei giorni potrebbero tornare.

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