A distanza di poco più di un anno dall'incendio che devastò la ex "Eco -X" di Pomezia, il cui sito di via Pontina Vecchia era gestito dalla società "Eco Servizi per l'Ambiente srl", la Procura della Repubblica di Velletri ha chiuso le indagini preliminari, nel cui fascicolo aperto per le ipotesi di inquinamento ambientale colposo e incendio colposo è stata iscritta una sola persona.

In particolare, adesso tutte le carte passeranno al Tribunale veliterno, dove si valuterà l'apertura del processo nel quale i cittadini di Ardea e Pomezia hanno già annunciato di volersi costituire parte civile. Giova ricordare, infatti, che già il 9 maggio 2017, a quattro giorni di distanza dal terribile incendio, l'avvocato Francesco Falco aveva depositato nella cancelleria del sostituto procuratore Luigi Paoletti - che ha condotto le indagini insieme al Procuratore Capo Francesco Prete - la nomina delle parti lese (tutte persone residenti nelle vicinanze del sito incendiato fra Pomezia e Ardea), provvedendo anche alla raccolta di cento firme insieme al "Comitato Cinque Maggio", con l'intento di seguire le indagini atte ad accertare eventuali responsabilità sui fatti, anche in vista della stagione processuale che potrebbe iniziare a stretto giro di posta.

«I cittadini - ha spiegato l'avvocato Falco - sono pronti a costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento dei danni fisici e morali riportati, nonché per il danno ambientale patito dai territori. Noi ci saremo e ricordo che ci sarà la possibilità per tutti coloro che lo vorranno di costituirsi».

L'avvocato di Pomezia ha comunque messo sotto la lente anche l'aspetto relativo ai ritardi nella bonifica del sito: «Non servono parole o strumentalizzazioni politiche, né tantomeno delle processioni - ha chiosato -: occorrono la conoscenza dei fatti, il coraggio e il senso civico. Proprio per questo sto per presentare un esposto all'Anac per fare chiarezza sull'accaduto e promuoverò anche un accesso agli atti in Comune e alla Regione per capire le varie responsabilità».

In quest'ottica, Falco ha alcune domande da porre: «La Regione Lazio ha per caso reso noto se e come intende intervenire rispetto a ciò che le compete? E ancora: è stata fatta chiarezza dalle parti politiche e amministrative rispetto al controllo sul ciclo dei rifiuti e in merito alla regolarità delle procedure rispetto agli scarti trattati nel sito? Infine - ha concluso l'avvocato -: è stata chiarita la vicenda riguardante la fidejussione e la sicurezza dello stabile, oltre che il rinnovo dell'autorizzazione da parte della Regione Lazio?»

Domande, queste, che forse potrebbero avere una risposta in sede di un eventuale processo.