Piano ferie a rischio, carcere sovraffollato e poliziotti penitenziari ridotti allo stremo poiché in numero insufficiente rispetto alla capienza dell'istituto di pena. Sono queste le motivazioni che hanno portato diverse organizzazioni sindacali a manifestare, ieri mattina (18 maggio 2018), davanti al carcere di Velletri, proprio mentre era in corso un'iniziativa promossa per introdurre gli animali come intervento assistito in ambito penitenziario. I sindacati sono preoccupati per la situazione e, pur non addossando particolari responsabilità alla direzione del carcere, chiedono l'intervento delle autorità centrali.

«La situazione del penitenziario è attualmente la peggiore del Lazio - ha spiegato il segretario responsabile della Fns Cisl di Velletri, Francesco Blaganò -: ci sono circa 600 detenuti a fronte delle circa 180 unità di polizia penitenziaria. Il personale è costretto a supportare carichi di lavoro estenuanti. Basti segnalare un dato: 14.000 giorni non concessi. E questa estate sarà una delle più calde degli ultimi anni: l'amministrazione non potrà garantire i diritti del personale. Il piano ferie presentato non rispetta i dettami normativi e questo non può essere accettato dalla Fns Cisl, così come da tutte le organizzazioni sindacali».

Duro anche il commento dei responsabili locali dell'Ugl Pp, Ciro Borrelli e Carmine Olanda, che pur non avendo aderito alla manifestazione hanno deciso di portare avanti le ragioni degli agenti: «L'amministrazione pensa a introdurre gli animali nei penitenziari, sia come terapia di autocontrollo del detenuto e sia per adottarli al fine di trovare un padrone con cui vivere: è da apprezzare ed è un ottima iniziativa - hanno dichiarato -. Però in questo momento difficile che stiamo attraversando a causa della fortissima carenza di personale, l'amministrazione penitenziaria farebbe bene prima a preoccuparsi della gestione del penitenziario di Velletri, considerando che a oggi la polizia penitenziaria non può permettersi di andare in ferie».