I carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un 29enne amministratore di una società che gestisce un arenile comunale ottenuto in concessione con regolare bando pubblico, con l'accusa di truffa ai danni dello Stato e falsità materiale commessa da privato. La ditta, già colpita nelle scorse settimane per aver edificato un manufatto a mo' di discoteca sulla spiaggia senza avere alcun titolo (i manufatti sono stati poi rimossi), è accusata questa volta di aver bonificato a favore del Comune una somma di 140 euro con causale il pagamento del canone, e di aver poi alterato la cifra della ricevuta di pagamento trasformandola in 41.800 euro. Estremi, secondo i militari della Stazione, per far scattare la denuncia a piede libero di "truffa ai danni dello Stato", e "falsità materiale commessa da privato". L'ipotesi è che l'amministratore, allo scopo di trarre in inganno il Comune, creditore del canone per la concessione demaniale dello stabilimento balneare da lui amministrato, ha falsificato l'importo della ricevuta bancaria del bonifico, poi mostrata all'ente creditore, alterando l'importo effettivo di euro 140 e rideterminandolo in euro 41.800. La società, diffidata dal Comune, ha poi regolarizzato il pagamento liquidando il dovuto all'ente per la concessione. Ora, però, si dovrà chiarire a cosa serviva quel primo bonifico di 140 euro, divenuto solo sulla ricevuta di pagamento inviata via Pec di 41.800 euro.