Ancora ricoverato in un letto dell'Icot di Latina Mauro Simone, il 37enne lenolese gambizzato mercoledì mattina a Fondi, mentre era al lavoro in una profumeria di via Stazione. Nel tardo pomeriggio di ieri, la visita del candidato sindaco di Lenola Fernando Magnafico e di altri componenti del gruppo che ne sostiene la corsa alle urne. Gruppo di cui Simone, in lista per un posto in consiglio comunale, è parte integrante. Ferito da due colpi di pistola alla gamba sinistra e ancora sotto choc, non si sa se riuscirà ad uscire in tempo per le votazioni. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri di Terracina e Fondi. Non funzionante da tempo la telecamera del sistema di videosorveglianza comunale posta all'altezza del semaforo all'incrocio tra via Stazione e via Appia, proprio a poche decine di metri dall'attività teatro degli spari. L'unica nelle vicinanze. Ma, se anche fosse stata attiva, difficilmente avrebbe potuto carpire qualcosa: protetti da caschi integrali, i volti dei malviventi. Che hanno agito in una manciata di secondi. Uno ha suonato sul retro della profumeria, all'ingresso dell'area magazzino. Appena Simone si è affacciato, i colpi. Sparati con una Beretta calibro 9X21 munita, ha raccontato il ferito ai conoscenti, di silenziatore. Il 37enne ha visto per primo uno sconosciuto in sella, proprio davanti a sé. Immediata, l'uscita da un lato del complice, colui che ha premuto il grilletto. L'arma sfoderata da un giubbino, gli spari senza proferire parola, quindi la fuga lampo verso via Arnale Rosso. Hanno agito come dei professionisti. Al di là della dinamica, al momento gli elementi concreti utili alle indagini continuano a latitare. Almeno in apparenza: dall'Arma proseguono sottotraccia, chiusi nel più stretto riserbo. Pure perché resta da chiarire con certezza una circostanza cruciale: se Simone fosse o meno il vero destinatario dell'agguato a pistolettate consumatasi mercoledì all'ora di punta, o se piuttosto si sia dato luogo a un'intimidazione trasversale. Sempre che non si sia trattato di un errore, eventualità che allo stato attuale gli investigatori sembrano ancora non escludere del tutto.