Giudiziaria
02.06.2018 - 18:30
Francisco Parente, il trentaquattrenne di Santi Cosma e Damiano accusato di aver ferito con una coltellata un suo compaesano, ieri è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, Salvatore Scalera. L'indagato, assistito dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Giuseppe Lauretti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un interrogatorio di garanzia che, dunque, non ha avuto sviluppi su un accoltellamento che si verificò la sera del 14 maggio a Scauri e che vede il Parente, conosciuto col nomignolo di "cileno" rimanere rinchiuso nella casa circondariale di Cassino, nei pressi della quale era stato catturato l'altro giorno dai Carabinieri della Compagnia di Formia, dopo quindici giorni di latitanza. I legali dell'uomo per il momento, non hanno assunto alcuna iniziativa, in quanto vogliono approfondire la situazione, in attesa di decidere quale strategia difensiva dovranno adottare. Il Gip cassinate, che h preso atto della volontà dell'indagato, nei giorni scorsi, prima della cattura del "cileno", aveva firmato l'ordine di custodia cautelare, su richiesta del Pm, Alfredo Mattei, con l'accusa di tentato omicidio, per aver ferito con una coltellata il ventiquattrenne Adolfo Pandolfo.
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