Porre all'attenzione di tutti il diritto violato dei diportisti e il danno economico che la burocrazia e l'immobilismo delle istituzioni locali stanno arrecando agli operatori nautici della zona. E' stato l'intento della manifestazione "Scivoliamo in piazza" che ieri ha occupato un lungo tratto del lido di Latina con un centinaio tra carrelli e auto in corteo pacifico e ordinato partito dal parcheggio Vasco De Gama lungo via Massaro e la strada Casilina per arrivare fino a Rio Martino. La manifestazione, organizzata per la seconda volta dall'associazione "Noi & il Mascarello" con la fattiva partecipazione di altri quindici sodalizi che si occupano di diporto, pesca e nautica, ha messo al centro una richiesta semplice quanto urgente reieterata da quasi due anni: quella di sbloccare la portualità a Latina, la città con 15 km di costa, un porto canale come Rio Martino ma nessun posto dove alare un'imbarcazione in mare. Schiarite all'orizzonte non se ne vedono e ieri gli operatori hanno detto la loro dopo che il Prefetto, nell'ultimo incontro inter-istituzionale, si è impegnato ad attivare un tavolo permanente di confronto su questa delicata vicenda. Maurizio Scalia, presidente dell'associazione "Noi e il Mascarello" ha ribadito come la mancanza di strutture non faccia decollare il settore. «Siamo in tanti e lo abbiamo dimostrato, vogliamo che la città cresca sotto il profilo economico. Questa manifestazione deve essere colta come un'opportunità per le istituzioni, vogliamo far capire quanto sia centrale nell'economia e nella cultura della città la risorsa del mare, mai sfruttata e valorizzata nel modo giusto». Sia Scalia che gli esponenti delle altre associazioni hanno posto l'accento sul Pua, il piano di utilizzazione dell'arenile dove manca il Poi (piano ormeggio imbarcazioni), il passaggio che va eseguito e su cui I tempi sono ancora lunghi. «Se non approviamo il Pua con il piano ormeggi parliamo di aria fritta, perché è l'unico strumento urbanistico che ci permette di fare progettualità sul territorio"