I finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dalla Sezione specializzata misure di prevenzione del Tribunale capitolino, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore, classe 1945, del figlio, dell'ex moglie e del suo compagno.

Questi ultimi tre erano stati tratti in arresto dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Roma nel 2010, per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta a danno di diverse società operanti nel campo delle pulizie.

Le successive indagini economico-patrimoniali hanno fatto emergere che i beni oggi cautelati sono stati acquisiti dai soggetti in questione o da società a loro riconducibili - a fronte della dichiarazione di redditi esigui o addirittura nulli - reimpiegando i proventi illeciti delle attività distrattive e dissipatorie realizzate in pregiudizio del patrimonio delle fallite.

La macroscopica sproporzione tra il patrimonio accumulato negli anni, da un lato, e le apparentemente modeste capacità reddituali, dall'altro, hanno condotto all'odierna misura di prevenzione patrimoniale, avente a oggetto 10 lussuosi appartamenti (9 ubicati nel quartiere dell'EUR e uno ad Anzio), 2 automezzi, una cassetta di sicurezza, polizze vita e disponibilità liquide, per un valore complessivo di oltre sei milioni di euro.