Trovata morta nel lago di Nemi, l'autopsia rivela: "Nessuna violenza"
Arrivano i risultati: secondo il medico legale la giovane di Campoleone Ximena Garcia sarebbe deceduta per annegamento, forse poche ore dopo la sua scomparsa
Nessun graffio, nessuna ecchimosi, nessun segno di violenza. Solo acqua nei polmoni, compatibile con la morte per annegamento avvenuta il giorno stesso o poche ore dopo la scomparsa e un tasso alcolemico nel sangue elevato, tanto da porre nuovi interrogativi su come la donna, senza la sua auto, abbia potuto raggiungere un posto distante così tanti chilometri dalla sua abitazione.
Se il responso dell'autopsia eseguita sul corpo di Ximena Garcia da una equipe di medici dell'università di Tor Vergata, capitanata dal professor Arcudi e depositata in procura solo alcuni giorni fa, è riuscita a fare chiarezza sulle cause della morte, restano aperti gli interrogativi sulle ultime ore di vita della donna di origini argentine scomparsa il 22 gennaio scorso dalla sua abitazione di Campoleone e rinvenuta cadavere l'11 marzo in una canneto della località ex Fiocina, sulle sponde del lago di Nemi.
Ximena, secondo l'equipe di medici che ha eseguito l'esame autoptico, è morta per annegamento poche ore dopo la scomparsa e sebbene la lunga permanenza in acqua – almeno 50 giorni – abbia reso più difficile il compito di fare chiarezza sulle cause decesso, il corpo non presenterebbe segni inequivocabili di violenza. Spetterà ai carabinieri di Velletri indagare sulla morte della 32enne per chiarire se Ximena abbia deciso di farla finita, se la sua morte sia da attribuire ad un tragico incidente oppure se qualcuno, approfittando anche della scarsa capacità reattiva motivata dall'assunzione di sostanze alcoliche, abbia potuto cagionarne la morte, un compito assegnato loro dal sostituto procuratore di Velletri Giuseppe Travaglini. Mentre il corpo della giovane donna è stato dissequestrato e restituito ai famigliari, i militari che non hanno mai smesso di indagare sul giallo della sua morte, sono al lavoro per cercare di ricostruire le ultime ore di vita di Ximena anche attraverso le immagini dell'unica telecamera di una abitazione privata presente su via Diana, la strada che conduce allo specchio d'acqua in cui tre mesi fa venne ritrovato il cadavere. A denunciare la scomparsa della giovane donna, il 23 gennaio scorso era stato il marito, che aveva parlato di un allontanamento volontario a seguito di una lite. A seguito della denuncia partirono le ricerche, durate due mesi, fino al ritrovamento del corpo senza vita, la mattina dell'11 marzo. Nei giorni successivi, appesi ai rami di un albero sulle sponde del lago di Nemi furono ritrovati anche la cintura di Ximena e una borsa marrone con inserti in pelle. Al momento della scomparsa però, l'auto di Ximena era rimasta nel cortile dell'abitazione del coniuge, in via Pascolare Alto. Come ha fatto Ximena a raggiungere il lago di Nemi? E' arrivata lì da sola o accompagnata da qualcuno? Davvero voleva farla finita?