È stata iscritta sul registro degli indagati per il reato di omicidio stradale la donna di 38 anni che, nel pomeriggio di venerdì, ha provocato l'incidente costato la vita a Gianluca Loffredo, appuntato scelto dei carabinieri di 43 anni che lascia moglie e una figlia. La Procura ha disposto una serie di accertamenti sulla dinamica di cui si sta occupando la Polizia Locale, intervenuta per i rilievi sulla dinamica. Nel frattempo sono state espletate le formalità medico legali e la salma è stata messa a disposizione dei familiari per i funerali, previsti domani pomeriggio alle ore 15 presso la chiesa dell'Immacolata di viale XXIV Maggio a Latina. Nella giornata di oggi intatto sarà allestita la camera ardente dalle 8 alle 13.
Sulla dinamica non sembrano emergere particolari dubbi. Il maxi scooter Honda Spazio della vittima percorreva via Piave verso il centro, mentre la Lancia Ypsilon guidata dalla donna viaggiava in direzione opposta e ha girato alla propria sinistra per imboccare via Sarno, una traversa senza uscita alle porte della città. L'automobilista ha dichiarato di avere approcciato la manovra perché, una vettura che a suo dire precedeva il maxi scooter, si era fermata per farla passare e la vittima, stando sempre alla sua versione dell'incidente, avrebbe superato quella macchina sulla destra. Una ricostruzione che non trova però riscontro nei rilievi della Polizia Locale.
Sull'asfalto infatti gli agenti hanno trovato il segno di una frenata, quella del maxi scooter, che traccia una leggera diagonale da sinistra verso destra, quindi dal centro della carreggiata verso l'esterno della strada. Come se il carabiniere avesse cercato di deviare la traiettoria per evitare l'impatto o comunque mantenere la destra. Quindi non sembra plausibile l'ipotesi che il maxi scooter abbia sorpassato a destra sbucando all'improvviso. E se fosse vero che ha superato la vettura che lo precedeva, stando alla frenata lo ha fatto rispettando i confini della propria corsia di marcia.
Conclusi i rilievi la Polizia Locale ha proceduto col sequestro dei due mezzi, ora a disposizione degli inquirenti per gli eventuali accertamenti sulla cinematica. Sequestro disposto dal sostituto procuratore di turno anche per i telefoni cellulari, probabilmente per la prima volta a Latina in seguito a una tragedia della strada: gli agenti che si stanno occupando della ricostruzione della dinamica non nutrono particolari sospetti sulla possibilità che l'automobilista o la vittima fossero distratti dall'utilizzo dello smartphone, ma si tratta di una misura adottata dando seguito a una nuova direttiva nazionale: d'ora in poi gli investigatori avranno licenza di passare al setaccio gli apparecchi telefonici in caso di incidenti particolarmente gravi.