È rimasto in silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli il 49enne arrestato dalla polizia lo scorso 19 luglio perché ritenuto il possessore dei dieci chili di droga rinvenuti all'interno di un garage di cui l'uomo aveva le chiavi. Assistito dall'avvocato Francesco Pietricola, Massimo Marzullo, accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, ieri ha affrontato l'interrogatorio di convalida: non ha dato spiegazioni sulla presenza di tutti quei panetti di hashish e dei due bustoni di marijuana, ben nascosti dentro a un box che la polizia, dopo meticolose indagini, ha ricondotto a lui. Droga suddivisa con un taglio che senza ombra di dubbio riconduce ad uno smercio per pusher.

Il pubblico ministero ha chiesto la convalida della misura cautelare del carcere. Misura convalidata dal gip, soprattutto per evitare il rischio di inquinamento delle prove. La difesa, che aveva chiesto misure meno afflittive, ha già annunciato il ricorso al tribunale del Riesame.
Il 49enne, che gestisce come socio un'attività a vocazione turistica, è stato arrestato dopo un'indagine condotta dagli uomini del Commissariato di Terracina insieme alla Guardia di Finanza. Controlli a tappeto nell'operazione "Estate sicura", soprattutto su movimenti e spostamenti di personaggi noti e meno noti dello spaccio.

Uno scambio di informazioni ha consentito di intercettare il garage, nascondiglio di un ingente carico di droga. Le verifiche, svolte attraverso telecamere di videosorveglianza pubblica e privata e appostamenti, hanno consentito di confermare le ipotesi di un grosso giro di stupefacenti. Poi l'arresto.

Il 49enne dovrà ora chiarire la sua posizione in merito a un così ingente quantitativo di droga all'interno di un garage di cui possedeva le chiavi, formalmente intestato a una donna che però è risultata ricoverata da mesi.
Per ora ha scelto la strada del silenzio. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero anche arrivare ad ulteriori risvolti. La difesa farà ricorso al Riesame per chiedere la conversione della la misura cautelare del carcere con una misura più lieve.