Gli 80 chili di cocaina che sono finiti sotto chiave rappresentano uno tra i più grandi sequestri di sempre di cocaina avvenuto in provincia di Latina. Le indagini sono scattate lo scorso gennaio. Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Livorno viene ricostruito anche il percorso del carico, sia da quando viene scoperto che quando invece finisce in Spagna e poi ritorna in Italia. «L'indagine trova genesi in uno dei frequenti controlli sulle navi provenienti dal sud America e l'attenzione degli agenti si concentrava sul container che trasportava acqua. «Aperto il contenitore - ha scritto il gip nel provvedimento - i finanzieri accertavano la presenza di una grossa cisterna posizionata su due supporti. Il risultato dell'attività aveva portato alla scoperta di un quantitativo di polvere bianca nascosta in uno di questi fori, i due supporti venivano così smantellati e la loro struttura interna schermata, ciascuna da due lamine di metallo. Dall'analisi emergeva una alto grado di purezza per un peso complessivo dei 160 panetti di oltre 84 chili. La successiva ricomposizione dei supporti e il trasporto nella sede dell'importatore in attesa dell'emersione dei destinatari non dava frutto nell'immediato, anzi - ha aggiunto il gip - seguivano in questa fase alcuni contatti tra l'azienda toscana e la società spagnola di spedizione che figurava come intermediario tra l'esportatore cileno e quello italiano in quanto dalla Spagna la società di Valencia faceva sapere - ha scritto il gip - di non essere più in grado di comunicare con il mittente e al fine di evitare il maggior esborso per i costi di depositi veniva organizzato un viaggio per trasportare il container in Spagna - aggiunge il gip - cosa che avveniva effettivamente lo scorso 28 marzo».