Quattro giovanissimi, tra cui un minore e una ragazza, tutti di Terracina. Questo il ritratto emerso nella conferenza stampa indetta questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Terracina. Il capitano Margherita Anzini, presente con i comandanti Antonino Ciulla, della Stazione, e Silvio Bencivenga, del Norm, ha fornito il quadro sull'indagine lampo condotta dai suoi uomini. Indagine ancora in corso. A sparare, un fucile a softair, modello arma da guerra. Le ipotesi di reato per i giovani individuati vanno dalle lesioni aggravate alla detenzione e uso di oggetto atto ad offendere. «L'Arma dei carabinieri dice basta», ha detto a chiare lettere il tenente colonnello del comando provinciale di Latina Pietro Dimiccoli. «Questi episodi sono gravissimi e fanno ancora più male quando a compierli sono dei giovani. I complimenti di tutta la scala gerarchica dell'Arma al capitano Anzini e ai suoi uomini». 

Giunto anche il commento della senatrice del Partito democratico Monica Cirinnà, che ha voluto far arrivare il suo plauso alle forze dell'ordine: «La pronta indagine dei carabinieri di Terracina che ha portato alla rapida identificazione dei quattro autori che hanno sparato con un fucile ad aria compressa a un regolare lavoratore sikh deve essere il segno che i gesti di intolleranza e violenza sono duramente perseguiti. Va interrotta quella spirale d'odio e di emulazione che si sta pericolosamente diffondendo nel nostro Paese nei confronti di immigrati che vivono e lavorano, spesso legalmente, come in questo caso. Un uomo, il quarantenne indiano vittima del gesto, fortemente impegnato sul territorio per la lotta al caporalato e per l'affermazione dei diritti dei lavoratori stranieri troppo spesso sfruttati. Mi auguro che tutte le istituzioni locali, il prefetto e la magistratura facciano quanto nelle loro possibilità per affermare la legalità, difendere i diritti di tutti i lavoratori e combattere ogni forma di violenza e xenofobia nell'interesse del territorio pontino, degli imprenditori locali e dei suoi cittadini che non possono essere identificati con atti simili".