La partita sul brevetto per il biliardino è finita in Corte di Cassazione. E' una storia che va avanti da tre anni esatti: dal 19 agosto del 2015 e parte da Latina. I giudici nelle scorse settimane si sono pronunciati dopo che Tribunale di Latina, in sede di riesame, aveva confermato il sequestro di uno stampo di una sponda del modello del calcio balilla. L'ordinanza è stata firmata dal gip del Tribunale nell'ambito di un provvedimento nei confronti di tre persone di 36, 32 e 64 anni, di cui due originarie del capoluogo pontino, accusate di usurpazione dei titoli di proprietà industriale dopo che era stata presentata una denuncia.  La parte offesa infatti aveva lamentato che «Nonostante la revoca formalizzata nel dicembre del 2015 della licenza concessagli per sfruttare il brevetto per sponde da usare ai tavoli di calcio balilla, i tre indagati continuavano a realizzare dei manufatti identici con il brevetto di cui lui era il titolare».  Il caso è finito davanti ai giudici della Suprema Corte e i tre indagati hanno puntato su un motivo: il modello di utilità di cui la parte offesa ha sostenuto di essere il titolare era gravato dalla nullità.  Nel ricorso è finito anche l'esito di una perizia disposta dalla Procura nel corso delle indagini che aveva affermato che il modello di utilità era stato conseguito senza essere stato oggetto di un esame di validità «che va ancora verificata», avevano aggiunto. Insomma una lunga ed estenuante sfida giudiziaria che è finita davanti ai giudici Aldo Cavallo e Donatella Galterio che nelle scorse settimane hanno depositato le motivazioni del dispositivo e hanno sottolineato che: «I ricorrenti hanno contestato la scorretta condotta del sedicente titolare in merito agli accordi contrattuali per effetto dei quali ne aveva concesso la licenza per lo sfruttamento e che non possono essere accolti». E inoltre nelle motivazioni viene sottolineato anche che il consulente del pm ha verificato che la domanda di modello di utilità riferita allo stampo e presentata dai tre indagati a due anni di distanza dalla registrazione del modello, non era stata ancora esitata dall'Ufficio Italiano Brevetti. Alla fine il ricorso è stato respinto.