Le opere edilizie realizzate sulla scogliera di Quarto Caldo, nella zona delle Casette, già finite sotto la lente della Procura che le ha sequestrate, devono essere demolite. Lo impone un'ordinanza emessa ieri dal responsabile del settore Urbanistica di San Felice Circeo e il privato - fermo restando un possibile ricorso al Tar - dovrà provvedere entro 90 giorni.
L'atto amministrativo arriva dopo due informative, una risalente al 30 maggio 2017 e l'altra, l'ultima, datata 21 agosto 2018. Lo scorso anno la polizia locale evidenziava un rialzamento di un muro posto al confine della concessione demaniale. Quest'anno, invece, l'elenco delle irregolarità è più corposo. Si contestano: l'installazione di sei paletti in ferro zincato cementati a terra e in parte collocati su un muretto in pietra pre-esistente collegati fra loro con anelli in ferro; una scala in ferro utilizzata per la discesa o la salita dalla scogliera al mare; una piscina situata sulla scogliera sottoposta a un intervento di rifacimento con malta cementizia e roccia.
Il lotto in questione è di proprieta del Demanio marittimo dello Stato e le opere, come appurato dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, titolare dell'inchiesta penale, sono irregolari. Nell'ordinanza di demolizione, infatti, si parla di «opere totalmente abusive», eseguite in assenza di titolo autorizzativo. Parliamo, tra le altre cose, di irregolarità realizzate in un'area immersa nel Parco nazionale del Circeo, sottoposta a vincolo idrogeologico e forestale, nella quale devono essere garantite la conservazione e la inalterabilità dei luoghi con l'assoluta preclusione, anche irrilevante, di edificazione.
Conclusi gli accertamenti, il responsabile dell'ufficio tecnico ha emesso ieri l'ordinanza di demolizione. Il privato - è il legale rappresentante di una società avente sede a Roma -, come prevede la norma, dovrà ripristinare lo stato dei luoghi entro 90 giorni. In caso contrario, il Comune di San Felice Circeo, oltre ad applicare una sanzione che va da tremila a trentamila euro, provvederà ad acquisire le opere abusive e un'area di terreno pari a dieci volte quella su cui insistono gli abusi per provvedere alla demolizione d'ufficio degli stessi. Le spese saranno addebitate al privato. Resta possibile, come si diceva in premessa, un eventuale ricorso al Tar.