Il Comune di Ardea dovrà rivedere i prezzi dell'appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani alla luce dell'avvio della differenziata "porta a porta" deciso nel 2013, erogando alla ditta che si occupa del servizio di igiene urbana una somma piuttosto consistente, ma anche risarcire i danni patiti dalla società ricorrente e pagare gli interessi.

È questo quanto deciso - in primo grado - dai giudici del Tar del Lazio con una sentenza pubblicata nelle scorse ore e relativa alla camera di consiglio tenutasi il 3 luglio.

In particolare, i magistrati amministrativi hanno annullato la nota con cui il Comune negava alla ditta la corresponsione del compenso revisionale richiesto dalla ditta stessa in forza degli accordi intercorsi fra privato ed ente pubblico nel 2013, quando si decise di portare la raccolta "porta a porta" fuori dalla Rocca ed eliminare i cassonetti stradali.