«L'analisi congiunta dei dati relativi ai depuratori e ai campioni prelevati alla foce dei fossi, portano a supporre che la presenza di significative quantità di nutrienti nei corsi d'acqua potrebbe essere dovuta alla possibile presenza nel bacino imbrifero di acque reflue non trattate». E visto che - aggiungiamo noi - dagli scarichi dei depuratori non sono emerse criticità, è praticamente chiaro che in almeno un paio di fossi compresi fra il litorale di Anzio e quello di Pomezia c'erano degli scarichi abusivi, coi canali che hanno riversato acque non pulite nei giorni di agosto in cui il Tirreno si era colorato di marrone, giallo e rosso per via della fioritura algale.

È questo quanto emerge dall'integrazione dei dati che l'Arpa Lazio ha inviato ai Comuni di Ardea e Pomezia, alle Capitanerie di porto di Fiumicino e Torvajanica, alla Direzione regionale ambiente e ciclo dei rifiuti e alla Procura della Repubblica di Velletri, confermando che dal 19 al 21 agosto il tratto di mare compreso fra Lido dei Pini e Villaggio Tognazzi si era colorato in modo anomalo per la presenza della Fibrocapsa japonica, ma evidenziando anche alcune criticità legate ai fossi.