Il Comune di Sperlonga brucia le tappe e ancor prima di un eventuale richiesta di rinvio a giudizio decide di costituirsi parte civile nell'ambito dell'inchiesta "Tiberio 2", che ha portato al sequestro della nuova ala in costruzione della scuola "Aspri". Un episodio che ha portato con sé tante polemiche e soprattutto timori su aspetti tecnici come la presenza o meno di fondamenta realizzate a regola d'arte e la dimensione dei travetti utilizzati per il solaio.
La decisione di costituirsi parte civile è stata assunta ieri dalla Giunta municipale in una seduta alla quale erano assenti sia il sindaco Armando Cusani che il vicesindaco Francescantonio Faiola.
Alla base della decisione degli assessori, l'interesse di «accertare la verità concernente i lavori della scuola "Aspri". Anche alla luce di una nota, questa risalente al 21 settembre, a firma del responsabile dell'Area IV, l'ingegnere Francesco Palermo. Il tecnico ha rappresentato la necessità «che l'Ente - così nella delibera - acquisisca informazioni, pareri, relazioni e quant'altro si rendesse necessario al fine di determinare le conseguenze giuridiche, finanziarie e altri eventuali danni a carico dei cittadini, comprese le scolaresche destinate alla frequenza di quel plesso scolastico».
Per questo motivo la Giunta ha deciso di conferire incarico professionale all'avvocato Giovanni Maria Giaquinto per «la difesa in giudizio delle ragioni dell'Ente». Il Comune ha quindi deciso di dare mandato al legale affinché «lo stesso si costituisca parte civile nel predetto procedimento per tutti i capi di imputazione - al momento nel procedimento si ipotizzano a vario titolo i reati di turbativa d'asta, frode, truffa e corruzione, in relazione ai quali il Comune è persona offesa».