Rifiuti speciali, tra cui pneumatici e lastre di eternit, letteralmente murati in una nicchia all'interno dei capannoni dell'area Fiere. Un ritrovamento casuale da parte della società Gefi Campoverde srl.s – gestore del polo fieristico dal 2016 in base al contratto di locazione stipulato con il Comune il 7 luglio 2016 – che attraverso un esposto protocollato presso la Procura della Repubblica di Latina via pec il 3 ottobre scorso e al Nipaf il giorno successivo, ha chiesto alle autorità competenti di effettuare sopralluoghi e fare chiarezza sulla presenza di quei rifiuti, in apparenza rimasti lì murati per molto tempo.
Stando al racconto che il rappresentante legale della società, Matteo Palli, ha reso attraverso la segnalazione indirizzata alla procura, il ritrovamento è avvenuto per puro caso nel momento in cui la società, al fine di verificare la corretta manutenzione delle vasche antincendio, ha praticato dei piccoli fori sulle mura dell'edificio, in una nicchia posta tra i locali delle pompe e le vasche di raccolta delle acque. Fori grandi abbastanza da lasciare intravedere la presenza di rifiuti di vario genere, tra i quali appunto gomme d'auto eternit e inerti. «All'interno del muro - si legge nell'esposto - erano presenti e accatastati rifiuti di vario genere, tra i quali quasi certamente rifiuti pericolosi e speciali come copertoni, fogli di eternit ed altro. Con tale esposto – prosegue la Gefi – si intende rendere edotte le autorità di tale circostanza, soprattutto al fine di verificare l'agibilità e la pericolosità ambientale dell'immobile».
Del resto, un secondo esposto protocollato nelle stesse ore proprio dalla società che per conto del Comune di Aprilia gestisce l'area fiere, alimenta nuovi dubbi anche sulla regolarità dei lavori eseguiti per realizzare l'Area Fieristica Campoverde e anche per questo la Gefi si è rivolta alla procura di Latina per «verificare l'esistenza all'interno del sito di un immobile privo di concessione edilizia e permesso a costruire».
Un dubbio sorto subito dopo aver vinto la gara indetta dal Comune l'11 gennaio 2016 per l'affitto dell'immobile di Campoverde. «Il primo agosto 2016 - lamenta la società - abbiamo depositato presso il Comune di Aprilia una richiesta di chiarimenti e documentazione riguardante la regolarità edilizia dell'immobile, ma il Comune nulla faceva sapere al riguardo. Solo il capannone principale è stato accatastato dal Comune di Aprilia e solo in data 28 ottobre 2016, vista l'impossibilità da parte della società conduttrice di registrare il contratto di locazione, passando da Catasto terreni a Catasto fabbricati; resta escluso dall'accatastamento invece un immobile chiuso su tre lati, composto da una tettoia, da 2 vasconi per l'acqua e un locale per le pompe». Quello affidato alla Gefi e dove qualche giorno fa sono stati rinvenuti i rifiuti speciali murati. «La società conduttrice – lamenta la Gefi nell'esposto in Procura – ha manifestato più volte perplessità sulla regolarità edilizia dell'immobile escluso dall'accatastamento, ma l'amministrazione non ha dato alcuna risposta, tanto da palesare la mancanza di interesse o forse un tentativo di impedire alla conduttrice di ottenere i documenti edilizi utili a determinare l'esistenza di uno o più abusi edilizi». Accuse gravi quelle mosse dalla Gefi, sottolineando che gli immobili ospitano dal lunedì al giovedì circa 100 imprese floricoltrici del Mercato dei Fiori e a maggio, la Fiera Agricola calamita sul sito una utenza di oltre 25 mila persone al giorno. Per l'amministratore unico della società che gestisce il sito da due anni, nonostante difficoltà pratiche e rapporti tesi con l'amministrazione, a far chiarezza ora dovrà essere la procura.