L'unica risposta certa arriverà dall'esito dell'autopsia. Sono nella sezione dell'Istituto di Medicina Legale di Tor Vergata i corpi di Maurizio Baglieri e di Fabio Falzone, anche se per quest'ultimo manca ancora il riconoscimento ufficiale. I due uomini martedì mattina a bordo di una piccola imbarcazione di sei metri erano usciti per una battuta di pesca da Foceverde. Dovevano rientrare alcune ore dopo, nel pomeriggio. Sono spariti, non sono più rientrati e li hanno trovati morti in mare. Ed è qui che gli inquirenti cercano di trovare una logica anche nel ritrovamento. Giovedì è stato localizzato il corpo di Maurizio Baglieri, tappezziere di Latina, appassionato di pesca, era a circa 10 miglia dalla costa a Nord di Nettuno. Aveva il salvagente e questo significa che aveva perfettamente capito cosa stava accadendo e che l'unica via di salvezza sarebbe stata gettarsi in mare. Alcune ore dopo ma molto più lontano, è stato ritrovato il corpo che dovrebbe appartenere a Fabio Falzone. E' stata una nave battente bandiera panamense ad accorgersi di qualcosa che affiorava dall'acqua e a dare l'allarme. Rispetto al suo compagno di pesca, Falzone era molto distante, in mare aperto, a quaranta miglia, poco meno di un terzo della distanza che separa le coste della Sardegna con il litorale pontino e il punto da cui i due uomini sono partiti. Anche questo è un particolare che gli investigatori stanno esaminando, anche se gli esperti del mare sottolineano che il corpo a causa delle correnti potrebbe essere arrivato fin lì anche se proprio nei giorni di scomparsa il mare era molto calmo e anche questo è un elemento che gli investigatori hanno preso in esame.
La Procura di Velletri, competente per territorio perché i corpi sono stati trovati in uno specchio d'acqua che rientra nel territorio di Nettuno, ha aperto un'inchiesta e la piega che prenderanno gli accertamenti dipenderà prima di tutto dall'esito dell'esame autoptico.