Desiree e i suoi amici si erano ritagliati il loro mondo in una rampa di scale tra i centri commerciali di viale Le Corbusier, a due passi dalle autolinee nel centro di Latina. Per settimane, o forse mesi, si sono rifugiati in quel luogo isolato, al primo piano di una palazzina divisa tra uffici e negozi. Per lei era la soluzione a tutti i problemi: è stato l'inizio di un incubo, un vortice senza uscita. Quelli che lei chiamava amici, non erano le frequentazioni giuste per un'adolescente. Troppo grandi e scaltri, per lei come per le altre sue coetanee.
Tra i gradini e un ascensore fuori uso, Desiree ha vissuto gli ultimi mesi difficili che hanno preceduto o forse agevolato la scoperta di Roma. Tra i graffiti, frasi senza senso farcite di figure oscene, parolacce e bestemmie, c'è anche il suo nome, tracciato con un pennarello nero. Ma non è l'unica traccia della sua presenza: giusto in quel luogo era stata trovata da una volante della Questura che la cercava, in estate, quando la madre aveva telefonato al 113, preoccupata per la sua fuga da casa.
I poliziotti avevano rintracciato Desiree seguendo le indicazione del genitore, cercandola proprio tra i centri commerciali di viale Le Corbusier e le autolinee. Avevano trovato un gruppo di ragazzi sbandati in un posto da incubo: Desiree non aveva l'aspetto sereno e spensierato che immagini di trovare in un'adolescente. E aveva fatto il diavolo a quattro perché non ne voleva sapere di lasciare gli amici, aveva mostrato tutta la sua collera anche nei confronti della madre, al suo arrivo, rea di averla consegnata alla polizia. La donna implorava che la figlia venisse portata via da quel posto, ai poliziotti aveva persino mostrato le analisi che provavano la positività alle droghe, chiedendo che venisse portata in un centro di recupero.
Di quel gruppo di giovani ora non restano che le scritte. In tanti tra i frequentatori della zona erano preoccupati per quella situazione di promiscuità e i responsabili della struttura già in estate avevano segnalato quel luogo di spaccio alle forze dell'ordine. L'intervento delle pattuglie aveva sortito l'effetto sperato, spingendo la comitiva a cambiare aria. Purtroppo non ha fatto altro che spostare il problema altrove.