Hanno chiesto l'assoluzione per i propri assistiti ieri in Tribunale a Perugia i legali di due imputati del processo per lo scandalo dei fallimenti pilotati che aveva portato ad un vero e proprio terremoto nell'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi. Dopo che nelle precedenti udienze il pubblico ministero Massimo Casucci, titolare del fascicolo aveva tirato le somme chiedendo le condanne per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, ieri è stato il turno delle difese di un commercialista e di un  finanziere accusato di accesso abusivo al sistema informatico, sono  difesi dagli avvocati Renato Archidiacono e Stefano Iucci, per entrambi erano stati chiesti dalla pubblica accusa due anni di reclusione.  La difesa del professionista di Cisterna, ha sostenuto nella ricostruzione offerta dal magistrato inquirente che per due delle tre procedure che sono finite nell'inchiesta, il proprio assistito non ha mai incassato le parcelle e inoltre in una circostanza non era neanche stato nominato dal giudice Antonio Lollo ma da un altro magistrato, a testimonianza dell'estraneità ai fatti del proprio assistito. In aula ha parlato il legale che difende il militare di Palazzo Emme e  ha messo in evidenza che non vi è stato alcun accesso abusivo anche perché l'investigatore aveva le credenziali per accedere al sistema e che le finalità erano strettamente dettate da motivi di lavoro.