Sulla scorta degli elementi che sono stati raccolti in sede di indagini preliminari, la Procura e il pm Giuseppe Miliano puntano al giudizio immediato nei confronti dell'uomo puntano sul rito immediato, un giudizio previsto quando c'è l'evidenza della prova. L'indagato che ha 68 anni e soffre di diversi disturbi di natura psichica, difeso dall'avvocato Giovani Codastefano è ancora detenuto in carcere per violenza sessuale sulla moglie e in un capo di imputazione viene contestato che si era masturbato anche davanti ad alcune minori a casa. Era stata la moglie dell'uomo in sede di denuncia a raccontare quello che avveniva tra le mura domestiche da 18 anni a questa parte e che l'uccisione del cane Lucky che era stato ferito mortalmente era una vendetta nei suoi confronti. Nel fascicolo che aveva aperto il pubblico ministero infatti erano finiti anche i maltrattamenti del cane Lucky che era stato gettato in un cassonetto della spazzatura e poi era morto. Dagli accertamenti inoltre era emerso che l'uomo in passato aveva ucciso un altro cane in famiglia, in quel caso a colpi di pistola. L'animale si era sovrapposto tra lui e la donna e dopo aver aperto il fuoco era morto. Era stato il gip Pierpaolo Bortone ad emettere una ordinanza di custodia cautelare in base agli elementi che avevano raccolto i carabinieri della Forestale. Le accuse erano state confermate anche in sede di Tribunale del Riesame a cui la difesa aveva presentato appello avverso la misura restrittiva ma a Roma l'impianto accusatorio aveva pienamente retto.