Ha deposto un investigatore della Squadra Mobile di Latina che aveva partecipato alle indagini e altri tre testimoni, tra cui anche una parte offesa, ieri mattina davanti al giudice del Tribunale Enrica Villani per ricostruire la truffa architettata - secondo quanto contestato - da  un uomo di 66 anni  finito sul banco degli imputati perché millantava conoscenze e prometteva posti finti nelle Ambasciate a Roma. Oltre a lui sul banco degli imputati c'è anche un complice.  Il poliziotto della Mobile ha ricostruito le fasi dell'inchiesta che avevano portato al fermo in flagranza di reato del 66enne L'operazione era scattata nel maggio del 2012 a Latina e dagli accertamenti infatti è emerso che il presunto titolare di una agenzia per la sicurezza ha raggirato diverse persone e una volta che era uscita la notizia, in tanti si sono presentati n Questura per altre denunce.  «I due uomini hanno millantato credito - ha sostenuto il pubblico ministero Marco Giancristofaro titolare dell'inchiesta, nel capo di imputazione - presso funzionari della Prefettura di Roma competente al rilascio del porto d'armi». Sono in tutto 27 le persone che figurano come parti offese e che sono residenti in diversi centri della provincia di Latina, da Terracina, a Sezze e poi a Sabaudia, Fondi, Monte San Biagio e Cisterna. Le vittime hanno versato tra i 250 e i 400 euro, ma il posto di lavoro non è mai arrivato.