La Procura di Latina ha chiuso l'inchiesta e ha messo la parola fine a tutti gli accertamenti relativi al drammatico incidente stradale avvenuto lo scorso agosto a Borgo Grappa, in cui aveva perso la vita un bracciante agricolo indiano che in sella ad una bicicletta stava andando al lavoro. La vittima era stata investita dal conducente di una Lancia Y, un ragazzo di 27 anni di Latina che secondo gli accertamenti a cui è stato sottoposto guidava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. L'inchiesta condotta dagli agenti della polizia stradale di Terracina che avevano rilevato la dinamica del sinistro, è stata coordinata dal pubblico ministero Marco Giancristofaro e ha portato a cristallizzare i fatti grazie anche ad alcune testimonianze che erano state raccolte nell'immediatezza dei fatti. Era stato possibile infatti ricostruire nel dettaglio cosa era accaduto all'alba dello scorso 24 agosto in via Migliara 45 una traversa della Litoranea a Borgo Grappa, quando l'auto condotta dal 27enne aveva travolto il ciclista indiano. Dalle indagini è emerso che il conducente dell'utilitaria percorreva la strada verso la Pontina e stava tornando a casa dopo una serata trascorsa ad una festa nella zona. Subito dopo i fatti il giovane era stato portato in ospedale per tutti gli accertamenti ed era emerso che il suo stato psicofisico era alterato. Qualche giorno dopo il 27enne, molto provato dal punto di vista psicologico per quello che era accaduto, aveva anche scritto una lettera di scuse inviate proprio al nostro giornale dove oltre a ripercorrere i fatti e a chiedere perdono ai familiari della vittima, aveva anche lanciato un appello. «Eppure, per qualche ragione non si comprende mai la lezione fino a quando ti risvegli il giorno dopo con delle sensazioni e delle emozioni atrocemente indescrivibili che ti logorano corpo e mente». Il giovane è difeso nel procedimento dall'avvocato Simona Verdesca Zain.