L'inchiesta è stata seguita in prima persona dal Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza. Sono diversi i fascicoli aperti nei confronti degli stranieri che hanno raggirato l'erario con la storia degli assegni sociali. Gli stranieri finiti al centro dell'inchiesta sono di ogni nazionalità: cinesi, peruviani, romeni, russi, ucraini e tunisini in un certo senso è una truffa che parlava diverse lingue del mondo e che è stata scoperta grazie ad una attenta analisi e ad una serie di riscontri incrociati. Sono stati i finanzieri della Compagnia di Terracina, coordinati dal capitano Alessandro Salvadore, a portare alla scoperta di questo meccanismo.  Gli indagati avevano i requisiti richiesti per ottenere il contributo a partire da quello della residenza ma come è emerso in alcuni casi tornavano nel paese d'origine per depositare le somme e poi ritornavano in Italia.