Esplosioni, fiamme, fumo e quella parola sulla bocca di tutti: terrorismo. E' iniziata così la terribile mattina di Aprilia con l'allarme in una scuola superiore e il gesto inquietante di uno studente. Gesta che rimandano a luoghi lontani, oltre oceano dove un ragazzino di 15 anni non ha bisogno di andare su internet o di attingere alla bell'e meglio ai film o ai videogiochi per predisporre un piano omicida avendo a disposizione armi da fuoco. Diego - lo chiameremo così - di pistole non ne aveva. Aveva però un obiettivo: la vendetta.
Alcuni insegnanti in fuga non lo hanno nemmeno riconosciuto vestito con la mimetica e gli scarponi anfibi, nemmeno alcuni studenti eppure era un loro compagno di scuola, un 15enne come loro che però ieri mattina, si è presentato all'istituto Rosselli con 8 bottiglie molotov piene di chiodi, grossi petardi e due taniche di liquido infiammabile per consumare la propria personale vendetta creando il panico e facendo scattare il piano anti terrorismo. Per fortuna delle centinaia di ragazzi, insegnanti e personale amministrativo il piano è fallito e il ragazzo si è trovato di fronte un fiume di gente impaurita che correva fuori dell'istituto. Il primo istinto è stato quello di lanciare la seconda molotov contro una fotocopiatrice. La prima gli era esplosa quasi in mano ferendolo leggermente e incendiando 5 altri ordigni che aveva nello zaino. Ne restavano due ed è stata questa prima esplosione ad allertare la popolazione scolastica. Un giovane insegnante si è anche affacciato nel bagno in cui il 15enne si era nascosto e si stava preparando, lo ha visto con la molotov in mano ed è fuggito dando l'allarme.
Ore 8 e 10
La folle mattinata di terrore nell'istituto superiore di via Carroceto è iniziata poco dopo la prima campanella, quella che suona alle 8 e 10. Il 15enne è entrato come ogni giorno nel plesso e si è diretto al primo piano, quello dove si trova la sua classe (frequenta il secondo anno). Poco prima sembra che abbia trovato il modo di lasciare due taniche colme di benzina e altro liquido infiammabile vicino ad una entrata laterale. Raggiunto il primo piano è entrato in un bagno. Qui ha iniziato la preparazione del folle piano.
La preparazione come un rituale
Diego indossava l'adorata mimetica che usa nelle spedizioni di soft-air di cui è appassionato. Ma a scuola era arrivato indossando altri abiti. In bagno si è cambiato. Ha tirato fuori dallo zaino alcune molotov riempite di liquido infiammabile e chiodi e a cui aveva applicato accendini e, forse, anche dei grossi petardi.
Qui però qualcosa è andato storto. Una delle molotov è esplosa. «Sembrava un banco che cadeva da una grande altezza» ci ha detto l'insegnante, Francesco, che si trovava nei pressi di quel bagno e che è andato a controllare. «Ho aperto la porta, ho visto il ragazzo che mi fissava con la molotov in mano e sono fuggito dando l'allarme». Mentre in corridoio i ragazzi che stavano entrando hanno iniziato la fuga all'esterno, il 15enne usciva dal bagno e lanciava la seconda molotov contro una fotocopiatrice. Incrociando gli sguardi di alcuni studenti gli avrebbe anche gridato: «Fuori da qui», a due insegnanti avrebbe urlato: «A terra». Ma non avrebbe lanciato gli ordigni incendiari colmi di chiodi contro specifiche persone.
Il piano saltato
Il suo piano di vendetta contro almeno tre studenti in particolare era saltato. Secondo gli inquirenti infatti, potrebbe aver pianificato una vendetta contro alcuni compagni di classe che forse lo avevano preso di mira da qualche tempo. Questo è quanto Diego avrebbe raccontato ad alcuni testimoni. Di bullismo ha parlato anche il colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dell'Arma che ieri mattina è accorso con il comandante del Reparto territoriale di Aprilia, il tenente colonnello Riccardo Barbera, e tutta la task force mobilitata dopo le prime richieste di intervento. Le telefonate al 112 parlavano di spari, di militare barricato, di esplosioni, e di terrorismo. Sul posto sono accorsi Carabinieri di tutti i comandi della zona da Aprilia a Cisterna, gli agenti della Squadra mobile, Anti terrorismo, Vigili del fuoco, 118, Polizia locale.
Nel frattempo però, il ragazzo era sceso e aveva raggiunto l'uscita laterale dove ha provato a rovesciare una delle due taniche e ad incendiarla. L'accendino però, probabilmente non ha funzionato. Alcuni bidelli, personale tecnico si sono avvicinati al ragazzo che è fuggito all'esterno e solo a quel punto si è lasciato avvicinare una volta raggiunta la recinzione esterna. E' scoppiato a piangere mentre arrivano le prime pattuglie dei carabinieri.
L'intero plesso è stato evacuato. I militari e i poliziotti hanno perquisito tutti i locali in cerca di possibili complici. Più di qualcuno infatti, non avendo riconosciuto l'alunno, riferiva della possibilità della presenza di un secondo soggetto.
Diego è stato trasferito in caserma dopo che il personale medico ne ha curato le escoriazioni. Trattenuto in stato di fermo, sarà arrestato con l'accusa di strage - in un primo momento si ipotizzava il tentato omicidio plurimo - e porto abusivo di materiale esplodente.