Il numero sempre minore di fedeli che si recano a Messa la domenica è in calo, come dicono diversi sondaggi. Le cause potrebbero essere molteplici, ma una di queste potrebbe riguardare proprio la situazione degli edifici di culto presenti in tutta Italia, soprattutto quelli dei piccoli Comuni, alle prese con una crisi economica che forse interessa anche la Curia. Sezze non sfugge a questi dati statistici e guardando con attenzione gli edifici dedicati al culto cattolico presenti nel territorio, si può notare che molti di loro sono chiusi, inagibili o in gravi difficoltà di carattere strutturale. Basta una rapida occhiata per capire la portata del problema a Sezze, soprattutto nel centro storico. Recuperata l'agibilità della Concattedrale di Santa Maria, restano aperti diversi fronti, a cominciare dalla situazione in cui versa da tantissimo tempo Santa Parasceve, una delle Chiese più antiche di Sezze, a ridosso di Porta Pascibella, ormai chiusa da oltre 40 anni a causa di diversi problemi strutturali che, naturalmente, sono peggiorati. Sulla struttura si era deciso di intervenire rimettendo almeno in sesto il pavimento, ma le infiltrazioni provenienti dal vecchio e vetusto tetto hanno fatto cambiare repentinamente idea ai responsabili della Parrocchia di Santa Lucia, ai quali la Chiesa al centro di Sezze è asservita. Altrettanto complessa la situazione che riguarda la Chiesa di Sant'Antonio, nell'area di San Bartolomeo, a ridosso del vecchio ospedale di Sezze. L'edificio è rimasto chiuso dopo un crollo che ha interessato anche una parte confinante con la Casa della Salute e si è ancora in attesa delle decisioni del provveditorato alle opere pubbliche, con una messa in sicurezza finanziata ma, nonostante i solleciti del Rettore, della Curia e dell'amministrazione comunale, ancora al palo. È stata chiusa da circa due anni, togliendo in un sol colpo la possibilità di celebrare funzioni ai cattolici e alla comunità ortodossa, la Chiesa di San Giuseppe, all'interno del parco della Macchia, in viale dei Cappuccini. La struttura, di proprietà del Comune, ha riscontrato problemi di carattere strutturale sul campanile e infiltrazioni nella volta; anche in questo caso si è in attesa di fondi per la messa in sicurezza, mentre negli ultimi mesi sulla facciata sono addirittura apparsi dei murales. Ancora più beffarda la vicenda della Chiesa della Madonna della Pace, nel primo tratto di via Bassiano, per la quale sono addirittura stati spesi circa 500mila euro, ma che manca di un adeguato impianto elettrico e di una messa in sicurezza dopo anni di abbandono. Ancora peggio, se possibile, la situazione del Monastero di Santa Chiara, imponente struttura che ospitava le suore clarisse chiusa ormai da decenni, con l'ultimo intervento realizzato dalla Provincia - prima di assegnare la proprietà al Comune -, solo di consolidamento. Meglio in periferia dove, seppur con tanti problemi, le Chiese sono aperte.

E anche a Priverno sarà un Natale senza dubbio particolare per tutti coloro che da anni vivono la tradizione di partecipare ai riti che la religiosità cristiana scandisce tra il 24 e il 25 dicembre nell'Abbazia di Fossanova. La Chiesa, infatti, rimarrà chiusa per lavori. Non è stato sufficiente un mese per ultimare la serie di lavori che si è resa necessaria per azzerare eventuali situazioni di pericolo. In seguito alle copiose piogge di fine novembre, infatti, le infiltrazioni di acqua dalla copertura, che già si notavano da tempo, sono diventate evidenti. I sacerdoti che vi svolgono le funzioni, appena constatato che la situazione era peggiorata, hanno avvisato le autorità competenti in materia e i vigili del fuoco, dopo un sopralluogo, stabilirono l'interdizione dell'Abbazia per motivi di sicurezza. Immediatamente, tutte le funzioni religiose in programma sono state dirottate nei locali del refettorio dell'adiacente monastero, mentre le procedure per dare avvio prima ai controlli di rito e poi agli interventi di sistemazione hanno seguito iter brevi e urgenti. Due giorni dopo, mercoledì 28 novembre, è avvenuto il sopralluogo di Stefano Petocchi, responsabile del Polo museale del Lazio, cioè l'ente cui il ministero dei Beni culturali ha affidato la cura del sito di Fossanova dal 2015. E lo scorso 7 dicembre, a seguito di tale sopralluogo e di altri rilievi, sono partiti gli interventi progettati per sanare le situazioni di criticità rilevate.

A dire il vero, da qualche chiacchiera trapelata, sembra che i problemi sulle condizioni della copertura dell'Abbazia possa essere legato al modo approssimativo in cui vennero condotti i lavori di risanamento dello stesso tetto tra gli anni '80 e '90.
Comunque, raggiungendo adesso Fossanova, spiccano i ponteggi innalzati ai quattro vertici dei "bracci" della croce romana che costituisce la pianta dell'Abbazia; ponteggi che permettono agli addetti di raggiungere la copertura lì dove i quattro bracci si raccordano con il campanile. Proprio lì starebbe infatti il problema. Nell'attesa, come detto, anche la Messa di questa notte, così come quella di domani, Santo Natale, e poi dei giorni a seguire, sono dirottate nel refettorio.