«L'utilizzo di carburante da autotrazione ha molto probabilmente penalizzato la potenza massima erogabile dal motore non consentendo adeguati incrementi di velocità durante le fasi di salita dopo il decollo». E' questo uno dei passaggi della consulenza redatta da un ufficiale dell'Aeronautica sulle cause dell'incidente aereo avvenuto nel settembre del 2017 sull'Appia in cui hanno perso la vita Antonio Belcastro e Umberto Bersani, i due uomini erano a bordo del velivolo. «La carenza di potenza - aggiunge il consulente - oltre che influire sulle capacità di accelerazione dell'aeromobile durante le prime fasi della salita potrebbe non aver comportato il leggero incremento del passo minimo dell'elica che normalmente si verifica nell'aumentare della velocità di volo subito dopo il decollo». Una volta che è stata chiusa l'inchiesta e sono state archiviate le posizioni di tre indagati, una delle parti civili rappresentata dall'avvocato Simone Rinaldi, ha impugnato la prospettazione dell'accusa presentando una opposizione all'archiviazione con la discussione prevista a febbraio in Tribunale a Latina. Secondo i riscontri condotti dai consulenti, l'aereo è precipitato da una altezza di 15-20 metri e che tre dei cinque occupanti abbiano riportato solo lievi lesioni o addirittura nessuna lesione. «L'assenza di sistemi di vincoli a bordo - come ha sottolineato lo stesso consulente - ha probablmente compromesso le probabilità di sopravvivenza di Antonio Belcastro e Umberto Bersani rendendo concreto il rischio che le norme cautelari violate miravano a governare».