Quella statua è da rimuovere. Questo, in sintesi, quanto comunicato nei giorni scorsi dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'Area metropolitana di Roma al Comune di Ardea, in merito al posizionamento della statua dell'Airone sul basamento in peperino che si trova in via Laurentina e che, un tempo, sorreggeva la statua della "Solidarietà", distrutta poco dopo il suo posizionamento e mai più ricostruita.

È stato proprio il soprintendente Margherita Eichberg a firmare la nota inviata al municipio, evidenziando alcune considerazioni effettuate dopo aver ricevuto un'istanza proprio riguardante il posizionamento del bassorilievo in travertino.

«Si chiede - scrive il soprintendente - di rimuovere la statua raffigurante l'airone cenerino posta su un basamento storico situato sulla rotatoria all'altezza del museo Manzù, vincolato ai sensi dell'articolo 10, comma 5, del Decreto legislativo 42 del 2004».

In altri termini, il soprintendente - recependo le indicazioni dei due responsabili del procedimento dell'apparato ministeriale, ossia l'architetto Anna Paola Briganti (procedimento istruttorio architettonico) e la dottoressa Paola Lipani (procedimento istruttorio storico-artistico) - ha considerato inopportuna la collocazione della statua in travertino sulla colonna in peperino realizzata dallo scultore Armandino Lecca - detto "Armandì" -, ma anche la scelta di metterla a due passi dal museo Manzù.

E non è tutto. «Tale statua - scrive ancora Eichberg - è stata collocata senza la preventiva autorizzazione e questa Soprintendenza non ritiene congrua tale sistemazione». Ricordiamo, infatti, che l'Airone si è "posato" da un giorno all'altro sulla colonna, dopo essere rimasto qualche mese esposto sulla Rocca.

Infine, ma non per importanza, l'autore del basamento pare pronto ad azioni legali qualora il Comune non provveda alla tempestiva rimozione dell'Airone.