Puntano a chiarire i fatti gli indagati dell'inchiesta per gli spari all'uomo di origine indiana, ferito da alcuni colpi a pallini lo scorso 19 agosto a Terracina mentre era in sella ad una bicicletta. L'unica ragazza del gruppo, difesa dall'avvocato Adelindo Maragoni, si farà ascoltare dal magistrato inquirente Simona Gentile che nelle scorse settimane ha chiuso l'inchiesta dopo che sono stati completati gli accertamenti che erano stati condotti dai carabinieri del Comando Provinciale di Latina. Erano stati i militari della Compagnia di Terracina ad arrivare ad un'auto che era presente sulla scena dove sono avvenuti i fatti, una Matiz grigia e poi a risalire all'identità degli aggressori: D.P.I., e poi D.A. e A.B., queste le loro iniziali, tutti della zona, hanno tutti 18 anni e tra loro c'è anche un minore che nel frattempo è diventato maggiorenne.
«In concorso tra loro e in più persone hanno attinto al corpo l'uomo indiano con colpi esplosi con il fucile da soft air e gli procuravano lesioni personali - ha scritto il pubblico ministero nel capo di imputazione - e inoltre senza giustificato motivo, portavano fuori dall'abitazione il fucile elettrico da soft air». Dalle indagini è emerso che i quattro ragazzi non hanno sparato al bracciante agricolo perchè straniero, ma semplicemente hanno premuto il grilletto al primo passante e in quel momento e stava transitando proprio il cittadino straniero che era in sella ad una bicicletta e che è rimasto ferito alla schiena. Dopo che era stata presentata una denuncia ai carabinieri, gli investigatori erano riusciti a risalire agli autori, già conosciuto negli archivi delle forze dell'ordine e nel corso dell'inchiesta era stata presa in esame e poi definitivamente accantonata, infatti non viene contestata, l'aggravante dell'odio per motivi etnici. Adesso la ragazza indagata, ha deciso di farsi ascoltare dal magistrato per ricostruire i fatti. A seguire il pm tirerà le somme e deciderà sull'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.