Sulla discussa trasparenza del Comune di Latina le variabili di inciampo sono tante. E se una delibera di giunta urbanistica sulla ormai famosa eliminazione del vincolo alberghiero in Q3 è senza la parte essenziale e integrante degli allegati, ovvero senza i minimi riferimenti che ne consentano una valutazione della legittimità, è colpa delle ferie e della carenza di personale. Lo ha detto stamattina in commissione urbanistica, riunita per lo schema di convenzione sulla variante dell'area di Satricum, l'assessore al ramo Franco Castaldo, incalzato dai dubbi sollevati da Nicola Calandrini e Giovanna Miele. E, mentre a pochi metri di distanza i carabinieri del Nipaf acquisivano le carte della pratica in Comune, l'assessore ha ridimensionato tutto: «Si tratta di una pratica edilizia, ma gli allegati potevano anche non essere pubblicati, visto che c'è stata questa polemica sottolineo che il problema è stato causato dalle ferie natalizie e dalla difficoltà a scansionare gli atti perché mancava il personale, adesso nella sezione Amministrazione trasparente del sito pubblicheremo tutto». L'assessore però ha tenuto a ribadire che non era assolutamente necessario, in questo caso, pubblicare gli allegati. «Potevano non essere pubblicati. La delibera è una presa d'atto del superamento del vincolo di destinazione alberghiera esclusiva e non è una variante. La pratica edilizia nasce dal Suap, il Suap ha chiesto approfondimenti all'urbanistica, tutto poteva risolversi, essendo una comunicazione sullo scioglimento di un vincolo e una precisazione sul carattere di destinazione d'uso dell'area, con una determina dirigenziale, ma il dirigente ha voluto proporre la delibera di giunta per maggiore chiarezza. Se fossi stato io il dirigente avrei risolto il caso con una determina, spiegando che il vincolo alberghiero, nato in regione con la richiesta per realizzare l'Hotel Garden, era decaduto in Regione con l'estinzione del mutuo». Più chiaro di così: non solo questo atto urbanistico non andava in consiglio comunale, ma neanche in giunta. «Quale attività e di quale natura è propedeutica al rilascio della concessione? - hanno chiesto i commissari incalzando l'assessore sul vero nodo della vicenda: capire quale interesse imprenditoriale ci sia dietro questa variazione e quale sia stata la richiesta depositata in Comune ad agosto. «Questo non lo so, il progetto non lo conosco». A latere di questa posizione è emersa invece la netta volontà della presidente della commissione Celina Mattei di portare la vicenda in commissione urbanistica. «Anche se si tratta di atti già approvati - ha detto - vogliamo discuterli e conoscerli». Intanto la prima commissione che li esaminerà, sarà la Trasparenza venerdì alle 11 e 30.