L'inchiesta sul morte di Licia Gioia, la sottoufficiale dei carabinieri originaria di Latina, morta in circostanze tutte da chiarire a Siracusa, è chiusa e la Procura contesta al marito della donna, un agente di polizia di 45 anni,  l'omicidio volontario. Adesso spuntano due foto che risalgono a poche ore prima della morte (il 27 febbraio 2017)  e che la donna ha inviato al marito che aveva sempre sostenuto la tesi del suicidio. In un primo momento era stato indagato prima per istigazione al suicidio, poi per omicidio colposo e infine una volta che sono state chiuse le indagini preliminari e che è stata depositata una perizia per omicidio volontario. Anche i familiari della donna hanno sempre sostenuto che la figlia non si è uccisa. Era impossibile solo pensarlo per il suo carattere gioviale e per la sua voglia di vivere. «Licia amava la vita e non se la sarebbe mai tolta intenzionalmente», avevano detto in più occasioni i genitori. Alcuni documenti tra cui le immagini e delle conversazioni via WhatsApp tra l'uomo e la donna sono state analizzate dagli investigatori.  Nella prima foto c'è una pistola di ordinanza con il cane armato e senza sicura. La seconda immagine mostra un precipizio a strapiombo sul mare con un piede sospeso nel vuoto. E le foto sono accompagnate anche da due frasi. Nella prima c'è scritto: Addio str....o  mentre nell'altra si legge: Ho due opzioni.
Questi due elementi si sono aggiunti alle indagini della Procura di Siracusa. Gli investigatori hanno anche preso in esame la lettura della conversazione dove a quanto pare emerge un tentativo di placare la discussione da parte del marito di Licia e di invitarla a calmarla. La perizia invece della Procura avrebbe ricostruito uno scenario diverso, che attribuisce una precisa responsabilità al poliziotto di 45 anni,