Dalle indagini condotte dalla polizia italiana è emerso che i controlli per ricostruire la rete di protezione di Battisti sono iniziati lo scorso 16 ottobre e nelle ultime ore sono emersi dei particolari sulla sua latitanza, a partire dall'uso del profilo Skype: Cesare 1900, era lui. Dopo la decisione, un mese fa, di un giudice del Tribunale Supremo federale di dare il via libera all'arresto, la fuga di Battisti è proseguita, il giorno dopo firma del consenso all'estradizione del presidente in scadenza Michel Temer, Battisti è stato arrestato in un altro paese, che ne ha annunciato la consegna direttamente all'Italia. Battisti in un primo momento doveva essere trasferito a Rebibbia e poi in Sardegna ma alla fine il programma è cambiato. «Sono state valutazioni legate alle condizioni particolari di sicurezza», ha spiegato lo stesso ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in merito alle le ragioni che hanno indotto a trasferire immediatamente Battisti che andrà nella sezione As2, il circuito di massima sicurezza riservata ai terroristi. Delle 6 sezioni, 5 rientrano nel circuito di Alta sicurezza. Gli accertamenti sono concentrati adesso sulla sua rete di protezione.  Nell'inchiesta sono venuti alla luce una serie di contatti: a dicembre come si apprende da fonti della Procura di Milano, Battisti pianifica la sua fuga e cerca tra gli amici una serie di coperture: alcuni familiari e amici italiani hanno dei contatti con le email, sono preoccupati per le notizie che escono. Battisti usa per non farsi prendere 15 telefoni diversi e poi anche i social. Ad un certo punto la Digos nel corso di un monitoraggio sulle utenze che usa lo localizza in un luogo preciso e un team di poliziotti parte per Milano. Battisti sembra svanito ad un certo punto ma poi riappare nuovamente sui social e scrive. Gli investigatori ipotizzano che possa aver superato il confine tra Brasile e Bolivia con la sua vera identità.