Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa in cui, la Questura di Latina, ha illustrato i dettagli dell'operazione denominata Commodo, che ha portato a sei arresti per caporalato. I fatti sono avvenuti alle prime luci dell'alba, quando  la Squadra Mobile di Latina ed il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato hanno eseguito l'ordinanza restrittiva emessa dal gip del Tribunale di Latina, Gaetano Negro, su richiesta del Procuratore di Latina, Carlo Lasperanza e del sostituto procuratore Luigia Spinelli, nei confronti di sei soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, all'estorsione, all'autoriciclaggio, alla corruzione e ai reati tributari. Oltre ai destinatari della misura cautelare, che ha permesso di disarticolare un sistema di protezione e collusione che rendeva possibile lo sfruttamento selvaggio della manodopera straniera, vi sono ulteriori 50 indagati, tra cui imprenditori agricoli, commercialisti, funzionari ed esponenti del mondo sindacale, che avrebbero dovuto vigilare sulla legalità nel mondo del lavoro e tutelare i lavoratori.
Gli arrestati, tra cui due donne, sono risultati impegnati, per mezzo di una società cooperativa denominata Agriamici, con sede a Sezze, nel reclutamento e nello sfruttamento di stranieri centrafricani e rumeni, somministrando illecitamente la loro manodopera a centinaia di azienda agricole committenti, avendo monopolizzato il settore nelle provincie di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo. Approfittando dello stato di bisogno, gli stranieri venivano trasportati nei campi a bordo di pulmini sovraffollati, privi dei più elementari sistemi di sicurezza, ed erano costretti ad affrontare una giornata lavorativa di almeno 12 ore a fronte di una retribuzione inferiore alla metà rispetto a quella prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore.

Chi sono
I destinatari della custodia cautelare in carcere sono tre. In primis Luigi Battisti, classe 1968 di Latina, ritenuto fondatore ed organizzatore della cooperativa, che aveva il compito di intrattenere rapporti istituzionali e con le aziende committenti, stabilendo i criteri contrattuali, amministrativi ed economici riguardanti i lavoratori. Poi Daniela Cerroni, nata a Sezze e classe 1975, anche lei considerata capo e promotore del gruppo criminale, nonché socio fondatore della Cooperativa, la cui occupazione era quella di organizzare e pianificare i gruppi di braccianti che ogni mattina venivano riuniti nel cortile della sua abitazione di Priverno e successivamente trasportati presso le aziende committenti. Poi c'è Marco Vaccaro, nato a Frosinone, classe 1979, segretario generale provinciale della Fai Cisl, la Federazione Agricola, Alimentare e Industriale della Cisl, accusato di avere garantito protezione alla cooperativa Agriamici, grazie al suo ruolo sindacale, estorcendo l'iscrizione alla sua organizzazione ai lavoranti assunti dalla cooperativa, dietro la minaccia del licenziamento. Per gli altri tre arrestati, scattano gli arresti domiciliari. In questo caso si tratta di Luca Di Pietro, di Latina, classe 1970, formalmente presidente della coop Agriamici, impegnato nel trasporto e nella vigilanza dei braccianti; Nicola Spognardi, nato a Capua, classe 1961, ispettore del lavoro presso l'Ispettorato Territoriale di Latina, accusato di aver garantito copertura alla cooperativa Agriamici in cambio di utilità economiche, elargendo consigli e indicazioni agli indagati utili ad eludere controlli e contestazioni da parte del suo ufficio; Chiara Battisti, figlia di Luigi, nata ad Aprilia nel 1994, accusata di far parte dell'associazione per delinquere, svolgendo compiti di natura contabile ed amministrativa in seno alla cooperativa, nella piena consapevolezza delle violazioni di natura contrattuale e fiscale. 

Come funzionava 
Le indagini hanno fatto emergere le figure di Luigi Battisti e Daniela Cerroni quali fondatori della cooperativa ed organizzatori dell'attività di sfruttamento della manodopera straniera (intercettazione del 3 dicembre 2017: "…Luigi è convinto che l'impero lo ha creato lui…"; "…no lo abbiamo creato insieme…"). I due avevano messo in piedi un sistema che, grazie alla copertura di esponenti sindacali e dell'Ispettorato del lavoro infedeli, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori stranieri, li costringeva a sottostare a regole disumane, non garantendo loro i più elementari diritti previsti dall'ordinamento giuridico e costringendoli ad iscriversi al sindacato dietro la minaccia del licenziamento, in modo che quest'ultimo percepisse non solo le quote di iscrizione ma anche ulteriori introiti economici connessi alla trattazione delle pratiche finalizzate ad ottenere le indennità di disoccupazione. Significativa, in questo senso, l'intercettazione di un sms inviato da Vaccaro ad un altro segretario dello stesso sindacato, in prossimità delle festività natalizie: "…a babbo natale ho chiesto … 4000 disoccupazioni e un gatto…". 
L'indagine ha avuto inizio alla fine del 2017, a seguito degli interventi disposti dal Servizio Centrale Operativo nell'ambito dell'operazione ad alto impatto denominata"Freedom", finalizzata al contrasto del preoccupante fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro. Tali controlli hanno permesso di rilevare la presenza in alcune zone della città, nelle primissime ore della mattinata, di folti gruppi di stranieri in attesa di pulmini per essere trasportati nei campi. I servizi di osservazione hanno permesso di accertare che i braccianti provenivano anche dai centri di accoglienza straordinaria ed erano in attesa del riconoscimento della protezione internazionale. Le indagini di natura patrimoniale hanno consentito di evidenziare la commissione dei delitti di trasferimento fraudolento di valori e dichiarazione infedele, in base ai quali sono stati sequestrati per sproporzione rispetto ai redditi dichiarati, ed in quanto provento di autoriciclaggio, 5 abitazioni, 3 depositi, 3 appezzamenti di terreno , 9 autovetture, 36 tra furgoni e camion, 1 società cooperativa, 4 quote societarie e numerosi rapporti bancari, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. 

Daniele Ognibene, capogruppo LeU e vice presidente commissione agricoltura del Consiglio regionale del Lazio, è intervenuto in merito all'operazione di Polizia della squadra mobile di Latina: "Ringrazio vivamente i lavoratori della Polizia per l'attività d'indagine che hanno condotto in silenzio durante questi anni, oltre che per l'efficace operazione di questa mattina che ha portato a smantellare la rete e la piaga del caporalato. Come Regione Lazio, il nostro presidente Nicola Zingaretti e l'assessore al Lavoro Di Berardino, hanno siglato un protocollo d'intesa "per un lavoro di qualità in agricoltura", che rappresenta la base per ridare dignità al lavoro e contrastare il caporalato ma – continua Ognibene – è indispensabile garantire una presenza sul territorio, anche studiando altre iniziative a sostegno della parte sana della nostra agricoltura nel territorio Pontino, che è di assoluta qualità. Propongo, pertanto, di convocare una commissione agricoltura a Latina con un ordine del giorno mirato ove mettere in campo sinergie ed attività a tutela del lavoro e dell'impreditoria agricola. La Regione Lazio è fortemente determinata a dare anche un segnale alle altre regioni e chiediamo un pieno sostegno da parte del Governo e del Ministro Salvini, che intervenga in modo continuativo nel contrasto a questa forma di sfruttamento".

Arriva puntuale anche la reazione del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: "Grazie a Polizia di Stato per questa importante vittoria. Abbiamo appena presentato con il Prefetto di Latina un protocollo con le parti sociali: nessuna tolleranza per il caporalato e per lo sfruttamento del lavoro". Lo scrive su Twitter il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Il ministro Matteo Salvini ha commentato: "Complimenti alla Polizia per gliarresti di Latina. Sono orgoglioso delle nostre Forzedell'Ordine. Una immigrazione senza regole porta a sfruttamento.Conto che questa brillante operazione sia la prima di una lungaserie, cosÙ da stroncare un business che prospera grazieall'immigrazione clandestina e che arricchisce chi la sfrutta". Soddisfatto dell'operazione della polizia anche il presidente della Camera, Roberto Fico: "Il caporalato è una piaga vera. è schiavitù. Ogni sfruttamento dei lavoratori, ogni lesione della dignità umana, va combattuto dallo Stato in modo severo, senza nessuna esitazione. L'attenzione delle istituzioni deve essere massima". 

Sul caso interviene il leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "Complimenti alle Forze dell'Ordine che hanno smantellato a Latina un'organizzazione criminale che sfruttava immigrati e li costringeva a vivere e lavorare in condizioni disumane. Tolleranza zero contro il caporalato e chi specula sulla disperazione". Anche il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, è intervenuto sul caso: "Un grazie alle forze di Polizia di Latina che questa mattina hanno sgominato un'organizzazione criminale dedita allo sfruttamento del lavoro e al caporalato ai danni di centinaia di stranieri impiegati in lavori agricoli in condizioni disumane. Sconcerta che all'interno di questa organizzazione fossero coinvolti anche un sindacalista e un funzionario dell'Ispettorato territoriale del Lavoro. Tolleranza zero per il caporalato, basta speculare sulla pelle dei disperati".

Enrico Forte, consigliere regionale del PD: "La vasta operazione contro il caporolato a Latina, culminata con 6 arresti e cinquanta indagati, dimostra che il territorio pontino sta reagendo alla piaga dello sfruttamento in agricoltura, fenomeno reso ancor più grave dalla consapevolezza dimostrata dai personaggi coinvolti di operare fuori dalla legalità e dai diritti più elementari. Senza dimenticare che si certifica un fenomeno più volte denunciato ma mai emerso con questa gravità: migranti sfruttati che, a causa di imprenditori senza scrupoli e di controllori che non hanno fatto il proprio dovere, hanno sostituto nei campi i braccianti già sottopagati poichè ‘impiegabili' in condizioni ancor più disumane. Un ringraziamento va alle forze dell'ordine che hanno operato per ricostruire una vicenda complessa: allo stesso modo ritengo  si debba rimarcare come  la Regione Lazio, che ha appena siglato un protocollo con le forze sociale e le istituzioni del territorio, stia favorendo il clima di ripristino della legalità nella provincia di Latina, tutelando e incoraggiando chi lavora per mantenere una economia sana e rispettosa dell'uomo". Sempre dalla Regione Lazio, il capogruppo della Lega, Angelo Tripodi commenta: ''Grazie alla Lega al governo si stanno stroncando il business dell'immigrazione e la piaga del caporalato! Dopo anni di denunce, finalmente emerge la verità! La pacchia è finita''. 

di: La Redazione

Rivelati i nomi delle sei persone arrestate, questa mattina, per la costituzione e la partecipazione di associazione a delinquere dedita allo sfruttamento del lavoro ed al caporalato ai danni di centinaia di stranieri impiegati in lavori agricoli in condizioni disumane. Le misure restrittive, disposte dal gip su richiesta del pm, riguardano Luigi Battisti di Latina, Daniela Cerroni di Priverno, Luca Di Pietro di Latina, Chiara Battisti di Latina, Nicola Spognardi di Latina e Marco Vaccaro di Morolo. Nello specifico, Marco Vaccaro è segretario della Fai Cisl e Nicola Spognardi è ispettore del lavoro.

di: La Redazione

Dalle prime ore di questa mattina, in provincia di Latina, è in corso un'operazione della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato nei confronti di un'organizzazione criminale dedita allo sfruttamento del lavoro ed al caporalato ai danni di centinaia di stranieri impiegati in lavori agricoli in condizioni disumane.
La misura cautelare ha raggiunto, tra gli altri, un sindacalista ed un ispettore del lavoro operanti nella provincia di Latina.  I particolari sull'operazione saranno forniti nella conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 di oggi presso la Questura di Latina. Sei in totale gli arrestati. 

di: La Redazione