Due ore di interrogatorio serrato sulle contestazioni, gravissime, di estorsione e storie di tessere gonfiate. Marco Vaccaro, il segretario della Fai Cisl che da giovedì mattina si trova nel carcere di Latina, ha risposto a tutte le domande del giudice delle indagini preliminari Gaetano Negro. Vaccaro, difeso dall'avvocato Gianpiero Vellucci, ha detto che aveva rapporti con la società Agri Amici ma solo per via di una consulenza sindacale che gli avevano chiesto e che aveva regolarmente accettato; ha anche affermato di non aver mai saputo nulla della somministrazione irregolare della manodopera e aggiunto che nessuno dei lavoratori iscritti al suo sindacato si è mai lamentato del trattamento economico né sui diritti. Circa il numero dei tesserati provenienti dalla coop sotto accusa, Marco Vaccaro ha detto che sono sempre stati 36 e che, dunque, non avrebbe tratto alcun beneficio dai rapporti con la società. Una versione che adesso è al vaglio del giudice Negro, il quale si è riservato di decidere sulla richiesta di attenuazione della misura restrittiva chiesta dall'avvocato, ossia la concessione dei domiciliari per il sindacalista.