I familiari hanno presentato una dettagliata denuncia in Procura chiedendo di accertare eventuali responsabilità colpose da parte dei medici che hanno avuto in cura Flavia L., 60 anni di Latina, deceduta nei giorni scorsi in circostanze tutte da chiarire all'ospedale Santa Maria Goretti. La morte risale allo scorso 10 gennaio e il pubblico ministero Marco Giancristofaro, titolare dell'inchiesta, ha disposto l'autopsia proprio per non lasciare nulla di intentato sulla scorta della denuncia arrivata nell'ufficio giudiziario di via Ezio. Sul caso è stata aperta una indagine che ha portato al sequestro delle cartelle cliniche della donna che era dializzata. Al momento non ci sono indagati ma gli accertamenti che sono appena iniziati, puntano a ripercorrere tutto l'iter clinico della donna che inizia durante le feste di Natale. E' il 29 dicembre scorso quando la donna mentre è a casa, a causa di un dolore molto forte ad un braccio e decide di farsi visitare, si presenta all'Icot dove al Pronto Soccorso - in base a quanto ricostruito - le viene somministrato un farmaco che a quanto pare sarebbe incompatibile con le sue condizioni di dializzata. Sembra tutto finito con le dimissioni ma il peggio deve ancora iniziare.  Flavia L., torna a casa dove però - ricordano i familiari - si sente male e accusa altri dolori molto forti. I parenti molto allarmati a quel punto chiamano il 118 per dei sintomi che sembrano preoccupanti: avverte alcuni sbandamenti e poi non riconosce le persone, sembra quasi estraniarsi dalla realtà. A quel punto scatta una nuova corsa in ambulanza al Santa Maria Goretti di Latina e viene ricoverata nel reparto di Nefrologia.
Il quadro clinico sembra molto difficile ma la donna si salva, si riprende e migliora in realtà è una illusione, i dolori riprendono e sono addominali, sempre più forti e si lamenta. Anche altri pazienti si accorgono che la signora sta male fino a quando la situazione precipita definitivamente e non avviene il decesso il 10 gennaio scorso. Sulla scorta di quello che è accaduto i familiari hanno deciso di chiedere che venga fatta piena luce e accertare eventuali responsabilità mediche e proprio per questo hanno presentato una denuncia. Il magistrato inquirente intanto ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche. Una volta che si conosceranno i risultati dell'autopsia non prima di novanta giorni, il quadro investigativo sarà molto più chiaro.