Sono tutte utilizzabili le intercettazioni telefoniche effettuate a carico del gruppo di operatori e titolari delle coop di Fondi che gestivano i Centri di accoglienza senza rispettare le regole del contratto di appalto siglato con il Ministero dell'Interno. Si è conclusa con un rigetto di tutte le eccezioni di illegittimità la prima udienza del processo immediato per lo scandalo del servizio di accoglienza migranti emerso la scorsa estate dopo una lunga indagine della questura di Latina. Per il Tribunale le prove raccolte dalla Procura tramite l'intercettazioni delle telefonate potranno essere usate in quanto i vizi sollevati non intaccano la necessità di accertare cosa stava succedendo in quei Cas. L'inchiesta sulla gestione dei centri di migranti delle cooperative «Azalea» e «Ginestra» era cominciata nel 2016 dopo la protesta plateale di alcuni ospiti. A fine giugno 2018 la svolta con l'arresto di Luigi Macaro, Luigi Pannozzo, rispettivamente presidente de La Ginestra e dell'Azalea, oggi principali imputati al processo sostenuto dal pm Giuseppe Miliano.