Il gip ha rigettato l'istanza di dissequestro della storica sede di Latitudine Teatro in via Cisterna, ritenendo che anche l'attività di laboratorio rientri nell'intrattenimento e non nella sola formazione, dunque non ci sono i margini per una riapertura. A comunicare l'esito del procedimento che fino alla fine aveva lasciato sperare in una soluzione alternativa in grado di salvare la formazione teatrale, con i dovuti interventi strutturali. Invece non è stato possibile. Lunedì prossimo i responsabili di Latitudine Teatro incontreranno l'assessore alla cultura, Silvio Di Francia, per cercare una soluzione diversa. Intanto ieri il responsabile dell'associazione, Stefano Furlan, in una lunga nota ha spiegato cosa è accaduto alla sede di via Cisterna dove c'era stato un sequestro preventivo a ottobre scorso: «Le serrande di via Cisterna non si apriranno più. - scrive Furlan - A nulla sono valsi i tentativi di trasformare quello spazio in uno spazio di sola formazione, facendo richiesta di declassamento dello spazio da ‘locale di intrattenimento o pubblico spettacolo' a ‘scuola', rinunciando alla sala teatrale per gli spettacoli di fine anno formativo, destinando lo stesso unicamente alla formazione. Chi di competenza ritiene in qualche modo che la formazione teatrale non sia assimilabile ad una formazione culturale rimanendo quindi puro spettacolo e trattenimento. Di conseguenza i locali che ospitano tali attività non possono essere considerati luoghi di formazione dell'individuo ma luoghi di trattenimento. Un'interpretazione della norma che di fatto distrugge il lavoro di chi quella sede l'ha costruita e il sogno di chi l'ha abitata, oltre che causare la perdita, inevitabile, di posti di lavoro e che declassa e brutalizza il lavoro che da anni portiamo avanti con i nostri allievi».