Una ferita aperta che, a distanza di 75 anni, continua a fare male nelle menti e nei cuori delle popolazioni lepine e ausone.

Stiamo parlando delle "Marocchinate", ossia dei crimini di guerra - in special modo stupri di massa e omicidi immotivati - compiuti dai soldati africani schierati nell'esercito francese durante la seconda guerra mondiale.

Una vicenda storica, questa della barbarie registrata a cavallo fra le province di Latina e Frosinone, finita anche nelle stanze e nei corridoi delle Procure della Repubblica delle zone coinvolte e in quella militare.

E se quest'ultima ha già avviato un'inchiesta sull'accaduto, finora da Latina, come spiegato ieri dall'avvocato che assiste l'associazione "Vittime marocchinate di goumiers", non è giunta alcuna notifica di archiviazione del procedimento.