Il Comune di Sabaudia si è costituito in giudizio nel procedimento civile davanti al Tribunale di Latina avviato per presunta condotta discriminatoria relativamente al servizio del trasporto locale. A presentare ricorso, Fabrizio Ghiro, già protagonista della battaglia per le spiagge inaccessibili (conclusa con la condanna del Comune di Sabaudia), e l'associazione "Luca Coscioni". Al centro della contesa, il fatto che non tutti i bus usati a Sabaudia, secondo i ricorrenti, sarebbero accessibili da parte delle persone con disabilità (pedane estraibili e sistemi di aggancio). Solo due – affermano nel ricorso – avrebbero la pedana, ma non sarebbero muniti dei sistemi di bloccaggio. Nei giorni scorsi l'Ente, deciso a difendersi, ha nominato l'avvocato Fabio Tonelli.
Il Comune contesta in toto la ricostruzione dei ricorrenti e in via pregiudiziale ha chiesto al giudice di estromettere l'Ente dal giudizio per carenza di legittimazione passiva. In pratica, eventuali carenze, trattandosi di un servizio in appalto, non sarebbero attribuibili – secondo la difesa – al Comune. Al contempo, è stato chiesto anche di estromettere dal giudizio, ma stavolta lamentando la carenza di legittimazione attiva, l'associazione "Luca Coscioni". Queste le pregiudiziali.
Nel merito, il Comune di Sabaudia contesta totalmente quanto riportato nel ricorso. Degli autobus a disposizione della ditta, che gestisce il servizio, sei – così nelle memorie – sono omologati per il trasporto dei disabili in carrozzella. Inoltre, evidenzia la difesa dell'Ente, non sono mai giunti reclami. Nel 2018, con questi mezzi sono state effettuate più di ottomila corse, segno, sempre secondo la memoria del Comune, che il servizio in favore dei disabili viene garantito. Per quanto riguarda la brochure informativa in cui si parla della "prenotazione" del servizio, per la difesa dell'Ente non si tratta di un'imposizione. Sarebbe stata più un'esortazione «per garantire, in uno spirito di reciproca collaborazione, una maggiore efficienza e puntualità del servizio». Per il Comune, che afferma di essersi adoperato per svolgere dei controlli e per garantire servizi suppletivi e integrativi per le persone con disabilità, sarebbero dunque «inesistenti» i presunti atti discriminatori. Questa a grandi linee la linea della difesa. A decidere, però, dovrà essere il giudice del Tribunale di Latina e la prima udienza è stata fissata per il 5 febbraio.