Cerca

Inchiesta Commodo

Arresti caporalato, Di Pietro sentito in Procura

L'amministratore testa di legno potrebbe collaborare, ieri pomeriggio lungo interrogatorio sul contesto della coop

Arresti caporalato, Di Pietro sentito in Procura

Forse è proprio lui l'anello debole che può far saltare il banco nel sistema del caporalato messo in piedi da Agri Amici. Di Pietro avrebbe avuto un atteggiamento molto collaborativo ma non è dato sapere se già può definirsi il primo pentito del sistema dello sfruttamento dei braccianti agricoli. Sarebbe possibile, poiché certamente Di Pietro è uno che ha vissuto dall'interno ciò che accade in quel mondo dove il lavoro viene pagato tre euro l'ora e la sicurezza è una parola vuota per tutti poiché chi gestisce la rete non ha scrupoli. Finora questo scenario è stato descritto «solo» dalle vittime, manca un tassello dall'altra parte, quella di questa azienda e delle altre che utilizzavano i lavoratori somministrati illecitamente.

Le misure restrittive della libertà personale sono state applicate dieci giorni fa a Luigi Battisti, Daniela Cerroni, i veri organizzatori dell'associa- zione, Luca

Di Pietro, l'amministra- tore legale della Agri Amici, Chiara Battisti, Nicola Spognardi, l'ispettore dell'Ufficio provinciale di latina, Marco Vaccaro, responsabile provinciale della fai Cisl, la categoria dei braccianti agricoli.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione