A Pontinia è stata aperta una comunità alloggio per anziani aperta senza le necessarie autorizzazioni e ora la stessa dovrà chiudere i battenti. Lo ha imposto il responsabile del settore Servizi alla persona con un'ordinanza emanata ieri. I problemi riscontrati sono di natura urbanistica. Il legale rappresentante della struttura aveva inviato una segnalazione certificata d'inizio attività relativa all'apertura e al funzionamento di una struttura a ciclo residenziale e/o semi-residenziale per la prestazione di servizi socio-assistenziali. Già allora il responsabile del settore Urbanistica aveva chiarito che l'intervento in questione non era compatibile con le norme di pianificazione urbanistica. Parliamo infatti di un'area agricola, che in base al piano regolatore vigente e alle norme tecniche attuative allo stesso allegate deve essere destinata all'esercizio delle attività agricole o della zootecnia. Sono previste anche delle attività rurali, come: ricettività, turismo, trasformazione e vendita dei prodotti, ristorazione, attività culturali, didattiche, sociali, ricreative, terapeutico-riabilitative, di accoglienza e assistenza degli animali. Ma non è il caso di specie. «La documentazione trasmessa – aveva chiarito il settore Urbanistica – e la procedura posta in essere non risultano congruenti con le sopra richiamate normative; conseguentemente, l'intervento non può avere corso». Ne è seguito un ordine a sospendere i lavori e le attività. Anche perché la Regione Lazio, con una nota, in merito alle strutture residenziali e semi-residenziali che prestano servizi socio-assistenziali aveva chiarito che ai fini della loro apertura e del loro funzionamento è necessaria l'emanazione di un provvedimento autorizzativo espresso adottato dal Comune territorialmente competente. Nel caso di questa struttura, nessun atto autorizzativo è stato emesso. Eppure, da un sopralluogo svolto dalla polizia locale, è emerso che la comunità alloggio è funzionante e ospita alcune persone. Per questo motivo è stata emessa l'ordinanza di chiusura, applicando anche una sanzione amministrativa pari a cinquemila euro. Gli ospiti, in comune accordo con i familiari/tutori, dovranno essere trasferiti altrove entro 30 giorni. Entro 24 ore, invece, il responsabile della struttura dovrà fornire ai Servizi sociali del Comune l'elenco completo dei familiari e comunicare tempestivamente di volta in volta gli aggiornamenti rispetto al trasferimento degli ospiti. Il provvedimento, per il quale è ammesso ricorso al Tar, è stato notificato al legale rappresentante della struttura e trasmesso anche al Nas di Latina, ai carabinieri, alla Polizia municipale e alla Asl.